Tlc/ Bernabè: Politica non può dettare modalità  investimenti

Eccesso di regolamentazione li sta danneggiando

Bruxelles, 3 ott. (TMNews) – Le modalità  degli investimenti delle società  di telecomunicazioni nello sviluppo delle architetture di rete non possono essere dettate dalla politica. Questa l’indicazione del presidente esecutivo di Telecom Italia Franco Bernabè che ha partecipato all’Etno/FT Summit a Bruxelles sul futuro delle tlc in Europa. “L’eccesso di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni – ha detto Bernabè – sta danneggiando gli investimenti ed è controproducente per gli stessi consumatori che si vogliono tutelare. Il mercato vuole un internet più veloce, ma non può essere la politica a dettare le modalità  degli investimenti delle società , che conoscono molto bene le esigenze dei loro clienti e faranno di tutto per soddisfarle”. “E’ pazzesco che si ipotizzi che a scegliere le architetture di rete più idonee e corrispondenti alle necessità  della clientela, siano le istituzioni e non gli operatori”, ha aggiunto il presidente di Telecom. Per Bernabè “dobbiamo tornare ai fondamentali e capire quello di cui le tlc hanno realmente bisogno per svilupparsi e tornare a essere il motore di crescita di tutte le economie”. Bernabè ha ricordato come rispetto a luglio, quando nel corso del Ceo Round Table, le società  hanno presentato alla commissaria per l’Agenda digitale Neelie Kroes, le proprie proposte per accelerare lo sviluppo del settore, la situazione economica sia notevolmente peggiorata. “Questo – ha aggiunto – richiede che si proceda in fretta nell’implementazione degli 11 punti sui quali tutta l’industria delle telecomunicazioni aveva espresso il proprio consenso e che non si sprechi tempo prezioso in nuovi test di mercato che non potranno cambiare il quadro emerso allora. “L’Europa per uscire dalla crisi ha bisogno di muoversi rapidamente per rilanciare gli investimenti, creando un contesto con meno regolamentazione e meno tasse. Invece stiamo andando esattamente nella direzione opposta come dimostra la recente gara per l’assegnazione delle frequenze in Italia, con un esborso per gli operatori di quasi 4 miliardi di euro per delle frequenze che non saranno disponibili che tra 18 mesi”, ha concluso Bernabè.

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