LIBRI: TRA STORIA E TECNOLOGIA, 80 ANNI DELLA RADIO VATICANA

PUBBLICATI DALLA LEV, ANEDDOTI, STORIE E LA STORIA CON S MAIUSCOLA

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 4 OTT – Managua, 4 marzo 1983: mentre papa Wojtyla pronuncia l’omelia vengono inseriti dei microfoni estranei sul sistema di amplificazione generale, e slogan sandinisti si sovrappongono alla sua voce. 13 maggio 1981, Benedetto Nardacci racconta in diretta l’inaudito: un uomo ha sparato al Papa; il radiocronista dapprima stenta a articolare le parole, poi la cronaca torna a farsi serrata, ritrova sicurezza e dettagli. Dicembre 1981-settembre 1982, stato di guerra in Polonia, la sezione polacca della Radio vaticana diventa centro di raccordo per gli aiuti destinati ai polacchi e in breve classifica ottomila recapiti, subito girati al Comitato polacco di coordinamento. Fatti, aneddoti, storie, ma anche la storia con la S maiuscola, emergono dalle pagine di “Ottanta anni della Radio del Papa”, pubblicato dalla Lev in occasione del compleanno dell’emittente pontificia. Si tratta di due volumi, al costo di 90 euro nell’edizione in cofanetto cartonato, di cui il primo riproduce il libro di Fernando Bea pubblicato per i 50 anni della Radio, e il secondo, affidato a Alessandro De Carolis, racconta l’emittente pontificia dal ’78 ad oggi, cioe’ gli anni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E’ con papa Wojtyla che la Radio entra con decisione nella comunicazione moderna, dotandosi di mezzi tecnologicamente via via più avanzati ma anche, dovendo “coprire” i viaggi internazionali dei papi, mettendo a punto un sistema di lavoro, spiega De Carolis, “altamente professionale e prima nemmeno immaginato, con sopralluoghi, allestimento di uno o più studi nelle città  visitate, apertura di collegamenti non-stop implementati con la migliore tecnologia a disposizione”. Non solo viaggi papali, ma anche la consueta forza delle onde libere nell’etere, ancora così importanti negli anni Ottanta: ’79, primo viaggio wojtyliano in Polonia, il regime vuole oscurarlo, ma la Radio vaticana lo racconta in diretta; o negli anni Novanta, quando proprio all’inizio di quel decennio si viene a sapere dell’esistenza dei “cristiani radiofonici”, gruppi di fedeli che nei villaggi del Vietnam comunista non hanno mai visto un prete ma sono diventati cristiani ascoltando Radio vaticana. Non solo viaggi papali, ma anche una crescente innovazione tecnologica, che oggi sfrutta internet e i social network, la multimedialità , il live e l’on demand, non più solo una radio, ma un mezzo versatile e dalle potenzialità  grandissime: la Radio Vaticana, ha commentato il suo direttore padre Federico Lombardi, non è più fatta di sole onde e microfoni. E’ piuttosto una “comunità  di comunicatori e tecnici” che serve la missione del Papa usando tutte le piste mediatiche disponibili, “fiera del suo passato e ottimista nell’affrontare il futuro”.(giovanna.chirri@ansa.it)

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