LAVITOLA INDAGATO A NAPOLI, FALSE FATTURE PER OTTENERE FONDI

E’L’IPOTESI DEI PM CHE INDAGANO ANCHE PER ASSOCIAZIONE E TRUFFA

(ANSA) – NAPOLI, 4 OTT – Associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alle false fatturazioni: la nuova ipotesi di reato formulata dai pm nei confronti del direttore de L’Avanti, Valter Lavitola, che ha portato alla perquisizione nei giorni scorsi nella sede del giornale, induce a ritenere una estensione dell’inchiesta. Una indagine che si concentra sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici all’editoria con una particolare attenzione da parte degli inquirenti sui fondi erogati per l’Avanti, ritenuti assai elevati rispetto alle vendite del giornale. Dal reato associativo configurato dai magistrati – i sostituti Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco – si intuisce che l’obiettivo dei pm è di verificare l’esistenza di un gruppo di persone che si sarebbero organizzate per lucrare sui finanziamenti. Una ipotesi comunque ancora tutta da verificare. Fonti giudiziarie non confermano l’iscrizione al momento nel registro degli indagati di altre persone oltre a Lavitola. L’indagine è scaturita, sulla base di intercettazioni telefoniche, da quella principale sul denaro erogato da Berlusconi a Lavitola e all’imprenditore Gianpaolo Tarantini, e trasferita a Bari in seguito alla decisione del Tribunale del Riesame di Napoli. I pm ravvisano “molte opacità ” nei rapporti tra il quotidiano e i fornitori di servizi e indagano per verificare l’esistenza di un presunto giro di false fatturazioni per operazioni inesistenti che sarebbero servite a documentare spese del giornale in realtà  mai sostenute allo scopo di poter usufruire dei fondi anche negli anni successivi. (ANSA).

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