INTERCETTAZIONI: DOPO WIKIPEDIA BLOGGER IN ALLARME

LA PROTESTA CORRE SUL WEB: ‘PER RETTIFICA SERVE SOGGETTO TERZO’

(di Enrica Di Battista) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – All’indomani dell’autocensura di Wikipedia contro il disegno di legge sulle intercettazioni, tra i blogger italiani e sui social network c’é allarme. La protesta corre sul web: la cosiddetta ‘norma ammazza-blog’, il comma 29 del ddl, costringerebbe siti e blog alla rettifica entro 48 ore, anche senza la richiesta di un soggetto terzo. A discrezione, dunque, della parte che si sente offesa. “Sarà  un piede di porco del sistema che potrà  scardinare a suo piacimento l’informazione libera e indipendente”, scrive il blogger Claudio Messora sul suo byoblu. Se la ‘norma ammazza-blog’ non venisse stralciata infatti, un gestore di sito o blog avrebbe l’obbligo di rettifica entro 48 ore, pena una multa fino a 12 mila euro. “Quarantotto ore – scrive Messora – possono essere sufficienti per una redazione che lavora full time, ma possono essere un battito d’ali di farfalla per un blogger. Basta ammalarsi e non accendere il computer per due o tre giorni…’. Agorà  Digitale, il cui presidente è il radicale Marco Cappato, lancia un appello: “Firma a sostegno dei sette emendamenti per salvare Wikipedia. Sono già  migliaia i blogger, le associazioni e i comuni a sostegno”. Anche il sito di Valigia Blu dedica numerosi post al giro di vite sulle intercettazioni e sulla clamorosa protesta di Wikipedia. Il blog metilparaben pubblica una ironica parodia di ciò che potrebbe succedere ai blogger, con finte richieste di rettifica. Ma la protesta corre anche sui social network, in vari gruppi e pagine o in messaggi di singoli. Ha già  superato i 32 mila e 700 fan la pagina di Facebook ‘Salva i blog!’, dove da ieri si susseguono i commenti sull’autocensura per protesta di Wikipedia e sul ‘pericolo bavaglio’. Sempre su Facebook sono nati nel giro di poche ore diversi gruppi a sostegno della libera enciclopedia Wikipedia. Su Twitter, infine, continuano da giorni i cinguettii che invocano informazione libera, accompagnati dai vari ‘hashtag’ (le etichette dei tweet) come #noleggebavaglio e simili. Ma anche Articolo 21, Popolo Viola e numerose altre associazioni e attivisti sono pronti a fare sentire la loro voce.(ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Report Audiweb Week con i dati su audience online degli editori dal 10 al 16 febbraio

Report Audiweb Week con i dati su audience online degli editori dal 10 al 16 febbraio

Il 5% dei giovani è dipendente dall’uso dei social network. Secondo una charity britannica le piattaforme più note possono contribuire ad alimentare disturbi mentali (INFOGRAFICHE)

Il 5% dei giovani è dipendente dall’uso dei social network. Secondo una charity britannica le piattaforme più note possono contribuire ad alimentare disturbi mentali (INFOGRAFICHE)

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)