INTERNET: AUTORI,SERVE EQUA REMUNERAZIONE COPYRIGHT

PURGATORI, TELECOM E INTERNET PROVIDER SANNO CHI SONO I PIRATI
(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 17 OTT – Diritto d’autore e Internet, una diatriba infinita che spesso accende gli animi. Come è accaduto oggi a Roma, nel corso del convegno ‘Autori nella rete. Come tutelare il diritto d’autore e la libertà  d’espressione on-line’, organizzato dall’Associazione 100Autori con il sostegno di Cinecittà  Luce, Siae e Roma & Lazio Film Commission. Erano presenti i principali rappresentanti della filiera dell’audiovisivo online: autori, produttori, internet provider, istituzioni e rappresentanti internazionali come la Saa, che protegge i diritti di autori e registi di 18 paesi. “La pirateria è l’equivalente dell’andare in una banca dei contenuti e spaccare le vetrine per appropriarsene. E’ la stessa filosofia dei Black Bloc. Le Telecom sanno chi sono i pirati e gli Internet Provider pure – ha polemizzato Andrea Purgatori, portavoce di 100Autori, l’associazione che raggruppa autori di cinema e tv -. E prima di arrivare alla rete, anche i network televisivi non pagano il diritto d’autore sui canali digitali. E ancora oggi Sky, che ha appena reso noto di aver raggiunto 5 milioni di utenti, ci chiede di applicare l’equo compenso come se fosse una start-up”. “In Italia esiste – ha incalzato Purgatori – un cartello di attori che non hanno intenzione di sborsare un centesimo agli autori a fronte di loro profitti. In Francia il prelievo di scopo ha permesso di garantire un fondo di 750 milioni di euro al cinema, in Italia ne abbiamo solo 18 milioni e senza tassa di scopo. La Siae ha fatto una simulazione di offerta a pagamento, 1 euro per i film e 10 centesimi per la musica, da cui si potrebbero recuperare 450 milioni di euro. Non vogliamo vengano nelle nostre tasche, ma che servano alla costituzione di un fondo. Richiamo tutti gli attori di questo settore a rispettare le regole esistenti, solo così possiamo sederci ad un tavolo”. “State difendendo una rendita di posizione: noi non possiamo fare controlli degli utenti siamo sottoposti alla Privacy. Vado via perché non sono disposto a farmi insultare”, così Giambattista Frontera, Vicepresidente Assoprovider, ha risposto a Purgatori abbandonando il convegno. Poco prima si era reso disponibile a nome della categoria a sedersi ad un tavolo perché tutti “abbiano il legalmente dovuto”, sottolineando che “i provider non sono la sponda dei pirati Internet” e che “la rete è un gasdotto e deve essere neutrale”. Durante il convengo è stato presentato uno studio condotto da Andrea Marzulli, analista di media, che ha messo in luce come sia cresciuto negli ultimi cinque anni il valore del mercato dei film on demand, una seria alternativa al mercato declinante dell’home video: solo nei 5 maggiori Paesi europei nel 2010 supera i 385 milioni di euro (erano 120 milioni nel 2006). Francia e Inghilterra hanno la leadership in Europa, mentre nettissimo è il ritardo italiano (meno di 10 milioni). “In Italia siamo in ritardo rispetto all’offerta legale, ma trovo inaccettabile che non si dia un segnale forte rispetto all’offerta illegale”, ha sottolineato Andrea Barbagallo, presidente della sezione produttori Anica. “Dobbiamo promuoverla – gli ha fatto eco Sebastiano Sortino, commissario Agcom -. La nostra proposta sul diritto d’autore è stata sottoposta alla consultazione pubblica e terremo conto di tutti gli apporti”. Per Manlio Mallia, Vice direttore Siae, “c’é un deficit normativo ed è bene che tutte le associazioni si facciano sentire”. “Serve un provvedimento europeo – ha sottolineato Luigi Berlinguer, Vice Presidente della Commissione Europea Affari giuridici – faremo di tutto perché vada in porto, anche se c’é un po’ d’inerzia. C’é bisogno di una globalizzazione giuridica accanto ad una globalizzazione tecnologica”. (ANSA)

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