Presidenziali Usa 2012: i media contro Obama, copertura negativa

New York, 18 ott. (TMNews) – Sarah Palin li ha soprannominati ‘lamestream media’, un gioco di parole che combina il termine ‘mainstream media’ (ovvero media tradizionali) con l’aggettivo “lame” che in questo caso significa, all’incirca, bigotti e dogmatici. La moglie del repubblicano Rick Perry, Anita, sostiene che il marito sia stato ‘brutalizzato’ sulla questione della sua fede religiosa. In generale, i repubblicani criticano come eccessivamente favorevole ai rivali democratici la copertura della politica nazionale offerta da stampa e tv. I risultati di una ricerca condotta dal Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism sembrerebbero però contraddirli. Pare sia stato proprio il presidente Barack Obama a ricevere il trattamento mediatico peggiore negli ultimi cinque mesi e Rick Perry il migliore. La scoperta forse più sorprendente è che solo il 9% delle storie riguardanti il presidente Obama ha avuto toni positivi, mentre per il 34% i media sono stati sostanzialmente critici del suo lavoro. Per Obama, che, invece, aveva potuto contare su una copertura generalmente favorevole durante la campagna elettorale del 2008, si tratta di una tendenza iniziata già  dall’arrivo alla Casa Bianca. Al contrario, Rick Perry ha ricevuto la copertura mediatica migliore, con il 32% di storie positive contro solo il 20% di negative. Va detto, che il trattamento da parte di televisioni e quotidiani americani è andato sicuramente peggiorando da due settimane a questa parte, conseguenza anche delle sue performance negli ultimi faccia-a-faccia televisivi, giudicate da molti giornalisti in maniera negativa. Il primato di Perry è così rubato da Herman Cain, l’ex amministratore delegato di Godfather’s Pizza, che lo ha anche superato nei sondaggi e che piace sempre di più sia al pubblico sia ai media. Nonostante sia ormai da mesi in testa nei sondaggi, l’altro repubblicano Romney ha invece ricevuto meno copertura mediatica dei propri rivali, e generalmente meno positiva. L’ex governatore del Massachusetts sembra suscitare nei giornalisti gli stessi sentimenti contraddittori che genera tra gli attivisti repubblicani, che forse lo voteranno, ma che ancora non ne sono entusiasti. Il 26% della copertura che lo riguarda va considerato positivo e il 27% negativo. Per quanto riguarda Sarah Palin, i media l’hanno seguita negli ultimi mesi con più attenzione e meno astio di quanto si pensi. Il 32% delle storie che la riguardano è stato, infatti, positivo e solo il 20% negativo.

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