LIBRI: STEVE JOBS FA RECORD ANCHE NELL’EDITORIA

QUELLO DI ISAACSON, PIU’ IMPORTANTE TRA TANTI DEDICATI AL GURU

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 20 OTT – L’attesa biografia di Walter Isaacson, decisamente la più importante perché è l’unica autorizzata da Steve Jobs, arriva dopo una serie di pubblicazioni recenti e passate dedicate al visionario guru della Mela morsicata. A partire da quella del 1987 ‘Steve Jobs, the Journey Is the Reward’ di Scott Foresman Trade, passando per ‘Steve Jobs & The NeXT Big Thing’ (1993) e ‘The Second Coming of Steve Jobs’ di Alan Deutschman (2001), solo per citarne alcune, tutte non autorizzate, che spesso hanno fatto infuriare il fondatore della Apple. Nell’ultimo anno, col consolidamento del mito e il progredire della malattia, è arrivata una valanga di libri sul guru della Silicon Valley. La storia del ‘ragazzo prodigio’ è stata raccontata da Jay Elliot in ‘Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futurò (Hoepli 2011). A partire dall’incontro con un giovanissimo Jobs in versione hippie, l’ex vicepresidente esecutivo della Apple racconta con tanti aneddoti le riunioni con gli sviluppatori, le prove di forza con il consiglio di amministrazione, il mondo fuori dalla Silicon Valley. Insomma, non è solo il ritratto di un mito ma anche un’analisi approfondita del suo approccio al business. Elliot, che lo conosceva da 30 anni, si è avvalso della collaborazione di William L. Simon, autore di iCon altra biografia su Jobs uscita però il 2005. In ‘Nella testa di Steve Jobs. La gente non sa cosa vuole, lui si’ (Sperling & Kupfer, 2011), Leander Kahne cerca di spiegare non solo la conduzione aziendale ma anche la personalità  del papà  della Apple, noto per essere un fanatico del controllo. Il libro ripercorre le sue tante contraddizioni: Jobs è uno spirito elitario, ma i suoi prodotti sono ‘a prova di stupido’; è pessimo nel gestire i rapporti umani eppure riesce a circondarsi dei migliori collaboratori; si professa antimaterialista e buddista ma sforna oggetti di massa dalle fabbriche asiatiche. I pregi e i difetti dell’uomo che sta dietro a un mito alimentato da anni, sono evidenziati anche in ‘La mela bacata. Le contraddizioni del sogno di Steve Jobs’ (Editori Riuniti 2011) di Fabio De Ponte. Che cosa farebbe Steve Jobs? E’ invece la domanda che sta alla base del libro di Carmine Gallo ‘Pensare come Steve Jobs’, utile forse ad ispirare aziende e creatori. Lo slogan di Apple, Think Different, è infatti molto più di una brillante intuizione di marketing. E’ la chiave di volta su cui il genio di Cupertino ha costruito non solo l’intera azienda, ma una vera e propria filosofia di vita. ‘Affamati e folli’ (Aliberti 2011) è invece il libro di Federico Mello che prende spunto dal famoso discorso agli studenti dell’Università  di Stanford del 2005, diventato il suo testamento. Ripercorre le tappe della vita di Steve Jobs, ma analizza anche la rivoluzione informatica che ha fatto fare un passo in avanti all’umanità  e l’epopea della Silicon Valley, una regione “da cui si è sprigionata un’onda creativa e industriale che ha cambiato il mondo”. E ‘Stay Hungry, Stay Foolish’, è anche il titolo scelto dall’instant book del Corriere della Sera, in vendita in edicola. Il volume scritto dalle firme della testata milanese racconta genio e modernità  del guru ma cerca anche di capire quale sarà  il destino della Apple dopo il suo fondatore. E dopo i finti telefonini e i finti tablet, ha spopolato nei mesi scorsi anche la finta biografia di Steve Jobs: la versione taiwanese è stata firmata da Jogn Cage, che non ha nulla a che fare con il musicista. Per la cifra di dieci dollari i teenager potevano leggere ben undici consigli per intraprendere una carriera qualsiasi nel mondo della tecnologia. (ANSA).

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