àˆ stato solo un vociare

Il direttore del ‘Corriere della Sera’ Ferruccio de parla delle nuove iniziative del quotidiano milanese e della linea editoriale seguita negli ultimi concitati mesi della crisi politica e economica. “Sono persuaso che se non ripartiamo dai valori, dall’etica civile, questo Paese è perduto”, dichiara de Bortoli. “Quindi sono convinto che possiamo svolgere una funzione professionalmente corretta e socialmente utile proponendoci come un tavolo di accoglienza delle varie opinioni, in modo che i partecipanti si pongano in ascolto dell’altro.   Finora è stato un talk show continuo di frasi fatte, privo di approfondimento culturale, dove le persone vanno alla ricerca degli ingredienti che giustificano i propri pregiudizi. Ritengo che il ‘Corriere’ abbia la funzione storica di mettere in moto e in comunicazione varie parti della società  affinché si possa costruire un clima civile di maggiore tolleranza e solidarietà . È in quel clima civile che si possono creare le politiche”.
“Una delle caratteristiche di questi ultimi tempi”, ha detto de Bortoli, “è stato il vociare indistinto. È stato l’urlo, non è stato l’ascolto. È stata la corsa alla delegittimazione morale dell’avversario, fatta da destra e da sinistra, alla quale per fortuna il ‘Corriere’, che ha pure tantissimi difetti, non ha partecipato. Abbiamo mantenuto la nostra identità , abbiamo cercato di rappresentare, di parlare al pubblico moderato che sta nei vari schieramenti: al ceto medio, alla borghesia produttiva, alle piccole imprese, ai professionisti”.
De Bortoli spiega, tra l’altro, le nuove iniziative d’informazione locale a Brescia e a Bergamo e le novità  sul web: “Le nuove redazioni di Brescia e di Bergamo saranno totalmente integrate”, dice il direttore del ‘Corriere’: “Qui a Milano ovviamente le varie redazioni dovranno fornire e valorizzare i loro canali verticali. Stiamo potenziando la redazione del Corriere.it che, tra l’altro, è vicina ai quasi 2 milioni di utenti unici. La differenza con ‘Repubblica’, che generalmente è intorno al 10%, si è ridotta con l’arrivo di Milena Gabanelli al 3-4%. Un vero caso di serendipity editoriale, nel senso che sviluppando un sito si è scoperta la potenzialità  di una web tv”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011

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