direttore del ‘Tg2’

Romano, cinquantaduenne, laureato in scienze politiche, Marcello Masi rappresenta uno di quei rari casi in cui per diventare qualcuno in Rai non devi necessariamente appartenere a qualche scuderia politica. Nato in ambito liberale, a Masi sono stati attribuiti svariati apparentamenti politici, dai comunisti agli ex An, il che ha se non altro avuto il pregio di una neutralizzazione reciproca (“ora dicono che sono un democristiano, valli a capire!”, dice sorridendo il neo direttore). La sua nomina ha tra l’altro fatto buona impressione perché pescata dentro il recinto Rai, il che fa capire che dentro l’azienda non è impossibile trovare e recuperare qualche vera energia professionale. Masi – dopo un lungo precariato – viene assunto in Rai nel 1989 in quella che poi sarà  conosciuta come Rai International. Poco dopo passa, in qualità  di giornalista economico, al Giornale Rai della mezzanotte. Nel 1992 viene chiamato al Gr Rai da Livio Zanetti (“Gli avevo chiesto un colloquio pur non conoscendolo né conoscendo nessuno che lo conoscesse”, ricorda Masi) e due anni dopo si trasferisce al Tg2 sotto la direzione di Clemente J. Mimun, “un direttore che mi ha insegnato cosa significa lavorare duro, fino a tredici ore al giorno, senza fiatare e senza lamentarmi”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011

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