Non voglio edicolanti con le pezze al culo

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Il presidente dello Snag chiede maggiore collaborazione agli editori e punta ad allargare ad altri prodotti la vendita nelle edicole. “Così non si va avanti, serve qualche sorriso in più, un po’ di umiltà , e la volontà  di sedersi a un tavolo per discutere del futuro di tutta la filiera dell’editoria”. Se si avvia un discorso sullo stato delle edicole è davvero difficile arginare Armando Abbiati, da 17 anni presidente nazionale dello Snag Confcommercio, il sindacato nazionale autonomo giornalai.
Milanese, nato in via Sant’Andrea angolo via della Spiga, parrocchia di San Babila (“Mio fratello è stato battezzato in Duomo”), tutta la sua vita si è svolta praticamente nel centro della città . Dopo il liceo l’accademia di Brera e, appassionato di fumetti, frequenta anche la scuola comunale del Castello. “Poi, in famiglia non c’erano tanti soldi e sono dovuto andare a lavorare”, racconta Abbiati. “Papà  ha sempre lavorato nel settore alberghiero e della ristorazione. Ha diretto l’Hotel Milan, poi il Motta di piazza Duomo e l’Alemagna di piazza San Babila. Nel frattempo mio fratello con alcuni parenti ha acquistato Peck, lo storico negozio milanese di gastronomia. E mi sono appassionato di cucina tanto da vincere una medaglia d’oro a livello nazionale”. E le edicole? “Quelle sono entrate nella mia vita perché a Milano non potevano esserci due Peck e non si poteva aprire un negozio del genere a Roma”, spiega Abbiati.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011