Antonio ha le idee chiare

Tornato alla direzione di Raitre, dove era stato per pochi mesi dal novembre 2009 al giugno 2010, Di Bella si è messo in fretta e furia a rafforzare le aree più deboli della programmazione, a cercare nuovi formati, puntando molto sull’informazione di stretta attualità .
Per ritornare a Raitre, Antonio Di Bella non poteva scegliere un momento più tempestoso nella vita della Rai, messa sotto schiaffo dal crollo di ascolti di Raiuno e dalla crisi di liquidità  per il mancato versamento della rata del canone da parte del Tesoro che sta ritardando i pagamenti di molti fornitori. È del 20 ottobre la notizia che il Cda della Rai ha dato il via libera unanime a una diffida al ministero dello Sviluppo economico per il pagamento di circa un miliardo e 300 milioni di euro, che costituisce la differenza tra quanto incassato dal canone e quanto speso per prodotti di servizio pubblico tra il 2004 e il 2010.
Alle situazioni difficili Di Bella è abituato. Quando venne nominato la prima volta a Raitre, nel novembre del 2009 dal non rimpianto direttore generale Mauro Masi che lo spostò dal Tg3 dandogli il posto di Paolo Ruffini, Di Bella fu accolto da una rete ostile che lo considerava un usurpatore, salvo poi venire spodestato pochi mesi dopo dal reintegro per via giudiziaria dell’ex direttore. Ma non fece una piega. Anzi organizzò una festa in un locale esibendosi alla chitarra col suo repertorio.
Di Bella non è solo un giornalista stimato – ex corrispondente ed ex direttore del Tg3 e fino a settembre a capo dell’ufficio di corrispondenza della Rai a New York – ma è anche musicista, chansonnier e showman a tempo perso. Estroverso e di ottimo carattere, è uno che riesce a decongestionarsi dal lavoro coltivando le sue passioni. Fino all’anno scorso lo si è potuto ascoltare a ‘Caterpillar’ canticchiare i suoi rap umoristici e autobiografici, e da quest’anno conduce la trasmissione celiando in studio con Massimo Cirri, quando non ne approfitta per fare pubblicità  ai programmi serali di Raitre.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011

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