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Niente per caso

I lavori preparatori sono durati sei mesi, poi, nel 2009, Italia Futura ha aperto i battenti. E, due anni più tardi, già  promette di diventare una case history di comunicazione alla quale si cominciano a dedicare le prime tesi di laurea. Quando hanno iniziato, avevano tre idee: sfruttare al massimo la popolarità  di Luca Cordero di Montezemolo sui media; arruolare competenze, volti e nomi “non ancora logorati” dalla politica; evitare ogni parentela col pomposo linguaggio accademico di gran parte dei commentatori italiani.
I lavori preparatori sono durati sei mesi, poi, nel 2009, Italia Futura ha aperto i battenti. E, due anni più tardi, già  promette di diventare una case history di comunicazione alla quale si cominciano a dedicare le prime tesi di laurea.
In sala macchine ci sono due quarantenni, Andrea Romano e Carlo Calenda. Il primo, nonostante la giovane età , arriva da lontano. Conosce bene la sinistra italiana, e quella dalemiana in particolare, è stato un brillante editor dell’Einaudi e un altrettanto brillante commentatore della Stampa, fino a quando le sirene montezemoliane l’hanno fatto tornare verso Roma, dove è rimasto e dove affianca l’impegno associativo con l’insegnamento della storia. Il secondo ha una formazione sul campo, maturata prima a Sky e alla Ferrari e adesso come direttore generale del gruppo Interporto Campano. Giurano di dire la verità , nient’altro che la verità .

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011