Giù le mani dalla Rete

Chi governerà  Internet? I cittadini della Rete globale, gli Stati Uniti, oppure la Cina, o invece l’Onu, o le big corporation come Apple, Facebook, Google, Microsoft e Twitter? Questa è la principale questione discussa a Nairobi nel corso dell’Internet Governance Forum 2011. L’Igf è un organismo internazionale consultivo promosso dall’Onu per dibattere sul futuro di Internet. I lavori si sono conclusi il 30 settembre e circa 2mila persone – inclusi i rappresentanti di 125 governi (tra cui quello italiano) – hanno approfondito in 118 sessioni le questioni cruciali per lo sviluppo di Internet: la Rete come leva per lo sviluppo economico; la sicurezza; il nuovo sistema di indirizzamento IPv6; e tante altre questioni. Ma la domanda cruciale era questa: chi controllerà  la Rete, che oggi raggiunge circa 2 miliardi di persone e che con il mobile raggiungerà  presto 6 miliardi di individui?
La primavera araba, le attività  dei blogger e dei social network in Cina e in Russia, la fuga di segreti di Wikileaks hanno allertato tutti i governi, sia autoritari sia democratici. Internet sembra diventata troppo pericolosa per permettere che si organizzi da sola. Attualmente infatti la Rete non ha padroni e si autogoverna grazie a organismi tecnici aperti a tutti gli interessati (governance multistakeholder) ma composti soprattutto da accademici, ricercatori, scienziati, e poi anche da cittadini, associazioni, industrie e governi. L’unico organismo centrale è l’Icann che stabilisce gli indirizzi dei computer in Rete, e che è collegato principalmente al governo americano.

Enrico Grazzini

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 421 – ottobre 2011

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