The Economist: “Povera Italia”, ma la speranza è Draghi

Roma, 27 ott. (TMNews) – “”A tale of two italians”, il racconto di due Italie. L’Economist in edicola domani fa il verso al romanzo di Charles Dickens per fotografare la situazione politica ed economica italiana e analizzare il ruolo del paese in Europa. Per l’Economist, di fatto, ci sono “due” Italie: una “potrebbe condannare l’Euro, l’altra salvarla”. Fuor di metafora l’analisi è semplice: l’incapacità  del governo italiano di fare le riforme sta mettendo a rischio non solo il paese ma la stabilità  della zona Euro ma è proprio un italiano, il prossimo governatore della Bce Mario Draghi che può evitare il disastro. Nel finale l’Economist scrive esplicitamente (e in italiano): “Povera Italia” e sottolinea: “A 150 anni dalla cacciata dalla penisola delle forze di dominazione straniera e dall’indipendenza, il paese ha ancora bisogno del ‘vincolo esterno’ per governarsi. Per lungo tempo questo ruolo è stato svolto dagli Stati uniti e dall’Europa. Adesso, il ‘vincolo’ ha un nome italiano, Mr. Draghi. Se l’euro sopravviverà , il nuovo capo della Banca Centrale Europea dovrà  salvare il suo stesso paese non solo dai mercati ma dai suoi stessi politici”. E proprio quanto alla politica l’Economist sembra suggerire la strada del governo tecnico. “L’indolente generazione politica cresciuta all’ombra di Berlusconi potrebbe finalmente essere scalzata ma non c’è un’ovvia alternativa. Un’idea potrebbe essere quella di far ricorso, come in passato, a un governo tecnico con sostegno bipartisan per realizzare una serie di riforme ispirate dalla Ue”.

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