TV: IL ‘CANTIERE’ DI SANTORO,PER ‘LICENZIARE CASTA’

DUE GRU E TRE TORRI IN STUDIO-PIAZZA, PARTE ‘SERVIZIO PUBBLICO’
(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 3 NOV – Due grandi gru e tre torri di metallo per gridare dal pulpito il no alla casta e alla televisione “che fa schifo”. Sembra un cantiere lo studio che ospita Servizio pubblico, la nuova avventura di Michele Santoro che parte stasera, anzi in qualche modo lo è. E’ il cantiere della tv che il conduttore vuole costruire per aggirare il blocco dei grandi network, attraverso la trasmissione su una multipiattaforma composta da Sky, dal web, dalla radio e da una serie di tv locali sul digitale terrestre. Lo studio, in uno dei grandi padiglioni di Cinecittà , richiama la piazza di ‘Raiperunanotte’ e soprattutto ‘Tuttinpiedi’: niente tavolo con schermo stile Annozero, ma due grandi maxischermi sulle gradinate in metallo. Sul palco romboidale, circondato dal pubblico, per gli ospiti ci sono semplici sedie in legno, in netto contrasto con le poltroncine in acciaio ai piedi della pedana sulle quali siedono Marco Travaglio e gli altri della squadra. C’é tensione dietro le quinte, ma l’atmosfera è delle grandi occasioni. Giornalisti, tecnici e operatori si muovono come operai nel cantiere: corrono da una parte all’altra con mosse che hanno fatto migliaia di volte, ma è come se fosse la prima, perché, anche se la squadra è quella collaudata di Annozero, lo studio di Cinecittà  è tutto nuovo e la sfida è di quelle che contano: dopo il milione di euro raccolto con le sottoscrizioni, ora si attende il primo vero responso, quello dell’Auditel e della raccolta pubblicitaria. ‘Licenziare la casta’ si chiama la prima puntata di ‘Servizio pubblico’. E più che un titolo, è un proclama. Niente anteprima, ma il padrone di casa non manca ovviamente di dire la sua. Marco Travaglio e Vauro, dopo l’ultima stagione di Annozero passata senza contratto, hanno licenza di strafare. Dal giornalista arriva ‘La balla della settimana’, il vignettista può dilagare con la sua satira. Ci sono gli emblemi della lotta alla casta, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, autori del best-seller sugli sprechi del denaro pubblico. E non potevano mancare gli indignati, ospiti in studio ed espressione del blocco sociale che la trasmissione spera di richiamare in massa anche attraverso Internet. Il pubblico, con tanti giovanissimi in fila, è già  una prima risposta. E proprio dal mondo del web arrivano alcuni degli ospiti, mentre Facebook consente di interagire con il pubblico a casa. In studio ci sono il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’imprenditore Diego Della Valle, che rispondono alle domande di Franco Bechis, Luisella Costamagna e Paolo Mieli. In collegamento dal suo ritiro lontano dall’Italia il faccendiere Valter Lavitola. Niente dirette dalla piazza, almeno per il momento, come nelle precedenti avventure di Santoro, ma servizi e inchieste restano il pezzo forte. Questa volta c’é un’intervista esclusiva a Chiara Danese, la 19enne che, assieme ad Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo sulle notti di Arcore. E c’é una ricostruzione delle telefonate intercettate di Lavitola ad opera di Stefano Maria Bianchi. (ANSA).

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