Giornalismo, una professione sempre più frammentata

Continuano ad aumentare gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, cresce (ma si impoverisce ulteriormente) il lavoro autonomo, cala il lavoro subordinato e sparisce il turnover nelle redazioni mentre gli “attivi” continuano ad invecchiare. E’ la fisionomia della professione che emerge dall’aggiornamento, con i dati del 2010, della ricerca sulla professione realizzata l’anno scorso da Lsdi, Libertà  di Stampa – Diritto all’informazione. L’analisi è stata presentata il 4 novembre 2011 a Roma, nella sede della Fnsi, in occasione di ‘Stand up for journalism’, la campagna della Federazione europea dei giornalisti dedicata quest’anno al problema del precariato. 50.000 giornalisti non hanno alcuna posizione all’Inpgi e, fra i 25.000 autonomi e parasubordinati, la percentuale di chi denuncia redditi inferiori al 5.000 euro lordi all’anno è cresciuta dal 55,3 al 62%. Nel campo del lavoro subordinato i rapporti che producevano i redditi più bassi, quelli inferiori ai 30.000 euro lordi annui, sono diminuiti dal 35,4% del 2009 al 33,4% del 2010, ma i dati della Casagit sull’ammontare del contributo medio (dai 3.118 euro del 2006 ai 2.978 euro annui del 2010) denunciano una costante diminuzione del reddito dei contrattualizzati.

– Ricerca Lsdi sul giornalismo – aggiornamento 2010 (.pdf)

– Ricerca Lsdi sul giornalismo – aggiornamento 2010 – tabelle (.pdf)

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