MEDIASET:CONSULTA,CI SONO REQUISITI PER DIRE SI’ A CONFLITTO

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MOTIVAZIONI A PRELIMINARE VIA LIBERA, DECISIONE MERITO TRA MESI

(ANSA) – ROMA, 9 NOV – Dal momento che “sussistono i requisiti soggettivi ed oggettivi” del presidente del Consiglio e del Tribunale di Milano, a presentare e a resistere in un conflitto tra poteri dello Stato, la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dal governo contro i giudici della prima sezione penale che stanno giudicando il premier Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset. Sono queste le motivazioni – contenute nell’ordinanza n.297 – al preliminare via libera al conflitto di attribuzione. La presidenza del Consiglio, con un ricorso dell’avvocatura dello Stato dello scorso aprile, ha chiesto alla Corte Costituzionale di annullare l’ordinanza con cui il primo marzo del 2010 il collegio presieduto da Edoardo D’Avossa rifiutò il rinvio dell’udienza per la concomitante riunione del consiglio dei ministri. I giudici della Consulta si sono per il momento limitati a valutare preliminarmente la legittimazione dei due poteri ad intervenire in giudizio e la sussistenza in astratto della materia del contendere. Ed infatti – si legge nell’ordinanza depositata stamane in cancelleria e scritta dal giudice Sabino Cassese – “sotto il profilo soggettivo, il Presidente del Consiglio dei ministri è legittimato a sollevare il conflitto, in quanto organo competente a dichiarare definitivamente la volontà  del potere cui appartiene”. Al Tribunale di Milano, invece, “va riconosciuta la legittimazione a resistere nel presente conflitto, in conformità  al principio secondo il quale i singoli organi giurisdizionali, svolgendo le loro funzioni in posizione di piena indipendenza, costituzionalmente garantita, sono competenti, nei procedimenti di cui sono investiti, a dichiarare definitivamente la volontà  del potere cui appartengono e, pertanto, sono legittimati ad essere parte nei conflitti di attribuzione”. Sotto il “profilo oggettivo”, inoltre, secondo la Consulta “il ricorso è volto a tutelare una sfera di attribuzioni costituzionalmente garantite”, nel caso specifico quelle previste dagli articoli 92 e 95 della Costituzione e cioé il potere del premier di “convocare e presiedere il Consiglio dei ministri” . Nel concedere 60 giorni di tempo alla presidenza del Consiglio per notificare il ricorso alla controparte e ulteriori 30 giorni per la prova dell’avvenuta notifica così da consentire al Tribunale di Milano di costituirsi in giudizio, la Corte Costituzionale precisa nell’ordinanza che “tale preliminare valutazione lascia impregiudicata ogni ulteriore e diversa determinazione concernente la stessa ammissibilità  del ricorso”. Vale a dire, il via libera di oggi potrebbe essere anche ribaltato nella decisione di merito sul conflitto che avverrà  non prima di metà  del 2012.(ANSA).