INTERNET: BLOGGER TUNISIA, LA RIVOLUZIONE COI SOCIAL MEDIA

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‘ANCHE MIA NONNA, CHE NON SAPEVA USARE IL COMPUTER, HA IMPARATO’

(ANSA) – TRENTO, 11 NOV – “E’stato a grazie a Internet e ai social media: Twitter, Facebook, i blog, che la rivoluzione è stata possibile in Tunisia. I media erano censurati dal regime e nessuno parlava di cosa stava succedendo dapprima a Busith, poi nel resto del Paese. Solo con il tam tam su Internet, poi il passaparola, perché in Tunisia solo il 30% della popolazione ha accesso a Internet, la gente comune si è resa conto che poteva rovesciare la dittatura”. Ad affermarlo oggi a Trento è stato Slim Amamou, blogger tunisino molto attivo contro il passato regime di Ben Ali nella cosiddetta Primavera araba, ex sottosegretario alla Gioventù e allo sport nel governo di transizione del Paese. Ha parlato oggi a Trento in occasione dell’Igf (Internet Governance Forum 2011), in corso fino a domani alle Gallerie di Piedicastello a Trento. “Anche mia nonna, che non sapeva usare il computer – ha portato ad esempio il blogger – ha imparato a usare il sistema Proxy. Via Internet ai primi casi di repressione abbiamo potuto appellarci a Amnesty International e Reporters without borders”. “Neanche la tv Al Jazeera infatti – ha aggiunto – trasmetteva le immagini delle prime manifestazioni di protesta e solo su Internet si poteva apprendere e vedere la vera attualità . Il regime ha cercato di censurare anche la rete, ma siamo riusciti ad aggirarla creando sempre nuovi software che potessero sfuggire alla loro tecnologia sofisticata. La Tunisia é infatti dopo la Cina il secondo Paese al mondo ad avere un sistema di censura del web particolarmente potente”. “La prima volta che sono stato arrestato – ha ricordato – è stato proprio perché partecipavo a una manifestazione contro la censura di Internet. Chi imparava a usare i software pirata era la gente comune, non persone specializzate”. (ANSA).