“Giornalismo etico e diritti umani” di Thomas Hammerberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa

L’8 novembre 2011 il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammerberg, ha pubblicato un documento dal titolo “Giornalismo etico e diritti umani”. Mentore del dossier è Aidan White, segretario generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti. “Il giornalismo etico – si legge   – è ancor più necessario quando i cittadini sono sopraffatti dall’eccesso di informazioni per molti versi impenetrabili e poco affidabili. C’è uno sforzo costante, da parte di lettori, radioascoltatori e telespettatori, per valutare ciò che è veritiero e affidabile. Ci sono timori per la privacy e la perdita di anonimato. Molti temono le conseguenze per la democrazia di tecnologie intrusive nelle mani di potenti forze politiche e aziendali, i cui interessi non sono il potenziale positivo della libertà  di espressione, ma limitare il dissenso”.
Un rimedio – dice Hammerberg – può arrivare dall’adozione di codici deontologici e dall’istituzione di una sorta di difensore civico che vigili sui comportamenti illeciti. La strada è, quindi, quella dell’autoregolamentazione e di codici etici condivisi in tutto il mondo, indispensabili soprattutto nella realtà  attuale che, con la diffusione di blog e twitter, comporta che la diffusione delle informazioni avvenga anche tramite chi non è stato formato e non è pienamente cosciente delle proprie responsabilità . Il Commissario sottolinea che un ruolo importante è svolto dalle associazioni di categoria, ma anche i parlamenti nazionali dovrebbero intervenire per assicurare il pluralismo e impedire che venga lesa la libertà  di espressione. Perché – chiarisce il Consiglio d’Europa – ogni limite alla libertà  di espressione deve essere interpretato restrittivamente, definito in modo chiaro e previsto in una legge (fonte: www.pinobruno.it)

– “Giornalismo etico e diritti umani” di Thomas Hammerberg (.pdf)

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