Rai: riforma governance, in era Monti prove intesa Pd-Pdl

Roma, 17 nov. (TMNews) – Una riforma più volte evocata e che, con l’era Monti, potrebbe partire: è quella della governance Rai, su cui Pdl e Pd accennano qualche prova di intesa in attesa di capire quale sarà  l’atteggiamento della Lega, ora all’opposizione. E’ di tre giorni fa la lettera-appello di Carlo Rognoni, responsabile del Forum riforma tv del Pd, pubblicata sul Corsera. Lettera in cui si chiede al Pdl di muovere un passo per cercare di modificare l’attuale governance ed evitare che il vertice Rai, in scadenza a marzo, possa essere ancora nominato con la legge Gasparri. Un appello “su cui ho messo intorno al tavolo tutta l’opposizione” dice Rognogni interpellato telefonicamente. Il punto di partenza è la legge presentata alla Camera, luglio 2010, primo firmatario Bersani: “Noi, il segretario l’ha anche detto, vogliamo che nessun consigliere sia nominato con questo sistema, non vogliamo la responsabilità  di affondare il servizio pubblico. E’ chiaro che ora il dialogo è indispensabile”, Pd e Pdl sostengono un Governo tecnico, di professori. L’occasione c’è, “e per questo abbiamo rivolto un appello al Pdl per un’intesa su una legge che modifichi i criteri di nomina”, puntando soprattutto sulla figura di un amministratore delegato forte. “Deve finire il sistema in cui il Cda si riunisce ogni settimana, il Dg presenta le sue proposte e poi interviene la politica che mette le mani in tasca all’azienda”. La proposta Pd è dunque quella di un amministratore che, se anche nominato dal Tesoro, abbia poi “un ampio consenso politico”, il gradimento dei 2/3 della maggioranza. Ma il tema non è stato posto solo dal Pd. Anche Alessio Butti aveva presentato, prima del Pd, una proposta che prevedesse al posto dell’attuale figura del Dg quella di un amministratore: proposta che non scardinerebbe il sistema della Gasparri ma punterebbe su un miglioramento della governance. E proprio Butti domani risponderà , sempre sul Corriere della Sera, all’appello di Rognoni. L’intesa sembra possibile, certo il tema arriverà  in Vigilanza nelle prossime riunioni, con il favore del Presidente Sergio Zavoli che spesso, anche nelle audizioni dei vertici, ha evocato la questione. Ma c’è, nell’era Monti, l’incognita Lega, unico partito all’opposizione che rivendica, oltre alla Presidenza del Copasir, proprio quella della Commissione di Vigilanza. “Sarebbe giusto e corretto – dice Roberto Calderoli -, ma non molleranno niente.
Piuttosto si faranno ammazzare”. Difficile, in effetti, che Zavoli si dimetta, convinto – a quanto si apprende – che la richiesta della Lega per la Vigilanza (a differenza di quella sul Copasir) -, non abbia fondamento.

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