CINEMA: LASSETER, ALLA PIXAR LA TECNOLOGIA E’ ARTE

NO DOMANDE SU JOBS A MOSTRA MILANO SU 25 ANNI STUDIO ANIMAZIONE

(di Gioia Giudici) (ANSA) – MILANO, 21 NOV – “L’arte sfida la tecnologia e la tecnologia ispira l’arte”: così John Lasseter ama riassumere – lo fa due volte presentando alla stampa la mostra milanese per i 25 anni della Pixar – la formula magica del successo dello studio di produzione cinematografico da lui fondato insieme a Steve Jobs. Furono proprio i due a trasformare l’azienda, già  attiva nella computer art, in una bottega creativa ad alto contenuto tanto tecnologico quanto artistico, inaugurando una sorta di Rinascimento digitale. Oggi al Pac di Milano, che ospita l’anteprima europea di ‘Pixar – 25 anni di animazione’, aperta al pubblico dal 23 novembre al 14 gennaio, Lasseter ripercorre con un entusiasmo tutto americano il percorso che portò ai primi lavori, ma non vuole rispondere a domande su Steve Jobs: la morte dell’amico, forse, è ancora troppo recente per condividerne il ricordo. A giornalisti e studenti dello Ied, invece, racconta con piacere la sua storia: “sono cresciuto in una famiglia amante dell’arte, con mia madre che la insegnava, e mi è sempre piaciuto disegnare poi, quando avevo 14 anni, ho scoperto che c’era qualcuno disposto a pagare per fare dei cartoni animati”. Dalla passione giovanile ai primi passi come animatore della Disney, dove nacque “l’entusiasmo per il potenziale visto nell’informatica, che rendeva possibile l’animazione in 3d”, e che gli costò però il posto di lavoro per eccesso visionario. Fu così che approdò al reparto animazione della Lucas Film, dove diventò il primo animatore in computer graphic. Rispetto ai suoi colleghi, più ferrati di lui sui programmi, Lasseter aveva un vantaggio: “avevo imparato da Disney a prendere un personaggio che non esiste e a dargli personalità  ed emozioni”. Perché “la tecnologia fine a se stessa non diverte, è ciò che puoi farne – sottolinea il 54enne, giacca blu e improbabile camicia a fantasia – a renderla divertente”. Un’asserzione ripetuta sotto forma di consiglio agli studenti: “imparate a usarla, ma non innamoratevi della tecnologia”, perché solo quando va a braccetto con l’arte arriva ad intrattenere, come ben svela l’esposizione al Pac, mostrando l’affascinante lavoro preparatorio che sta dietro ai capolavori animati. Questi, secondo il due volte vincitore di un premio Oscar, devono rispondere a tre canoni: “una storia avvincente e imprevedibile; personaggi interessanti, compresi i cattivi, che devono vivere in un mondo non realistico, ma credibile”. Se questa è la struttura del film, per realizzarlo ci si appella alle arti: “scultura per i personaggi in 3d”, le cui maquette sono esposte al Pac, “pittura per gli scenari”, presentati in un suggestivo ‘artscape’ multimediale nell’ambito di un percorso di oltre 500 opere, dal primo lungometraggio dedicato a ‘Luxo Jr.'(1986) a capolavori come ‘Monster & Co’, ‘Toy Story’ (1, 2 e 3), ‘Ratatouille’ o ‘Up’. La realizzazione di ognuno di essi è stata resa più difficile e avvincente dal fatto che “nei film di animazione non puoi prendere nulla dalla realtà , così – ricorda Lasseter – quando ho portato ‘Cars’ in Italia l’ho dovuta ricostruire nei pc della Pixar e solo grazie all’amore per il vostro paese la ricostruzione è credibile”. Un amore per la culla del Rinascimento, che “mi ha ispirato così tanto”, ricambiato da un’accoglienza da star, con oltre 3000 persone accreditate stasera al Teatro dal Verme per l’appuntamento con il direttore creativo di Pixar e Disney. (ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Report Audiweb Week con i dati su audience online degli editori dal 10 al 16 febbraio

Report Audiweb Week con i dati su audience online degli editori dal 10 al 16 febbraio

Il 5% dei giovani è dipendente dall’uso dei social network. Secondo una charity britannica le piattaforme più note possono contribuire ad alimentare disturbi mentali (INFOGRAFICHE)

Il 5% dei giovani è dipendente dall’uso dei social network. Secondo una charity britannica le piattaforme più note possono contribuire ad alimentare disturbi mentali (INFOGRAFICHE)

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)