Tutta farina del suo sacco

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Matteo Renzi è così. Un grande comunicatore. Uno che buca lo schermo, schietto, furbo. Capace di assimilare mentre parla. Uomo di battute più che di slogan. Che fa del contraddittorio il proprio punto di forza, usandolo come grimaldello per la sua ascesa politica. Così era in principio, quando si becchettava con l’allora sindaco Leonardo Domenici (poi sostituito alla guida di Firenze), così è stato in tempi più recenti quando la faida interna al Pd disarcionò Walter Veltroni per affidare le redini a Dario Franceschini, che l’irriverente ragazzo di Rignano sull’Arno battezzò “vice disastro”.
Ci si interroga da anni su chi possa esserci alle spalle di Matteo Renzi (36 anni), in qualità  di sherpa della comunicazione. Fonti interne a Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, spergiurano che al 70% sia tutta farina del suo sacco. Il resto arriva dal confronto interno. Da seggiole sparse attorno a un tavolo dove si gioca a chi la spara più grossa. È accaduto anche con il titolo ‘Big Bang’, il cui copyright va ascritto a Davide Faraone, deputato dell’assemblea regionale siciliana nelle liste democratiche. Un anno fa, sempre alla Leopolda, era stato il tempo di ‘Prossima Fermata Italia’ di Pippo Civati. Attenzione, stiamo parlando del titolo della manifestazione. Non del concept, tutto made in Renzi. Che, non a caso, utilizzò la platea di curiosi (prima) e sedotti (poi) per lanciare il proprio progetto politico: ‘Rottamiamoli’. Riferito ai dinosauri della sinistra così come alla Casta.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 422 – novembre 2011