Pisapia ti teniamo d’occhio!

Se non fosse per il silenzio assoluto interrotto dal gocciolio di una fontanella zen, sembra quasi di essere protagonista del vecchio spot della Cynar, quello con Ernesto Calindri seduto a una tavolino al centro di un incrocio con le auto che lo schivano appena. Infatti, l’ufficio tutto vetri del direttore del Giorno, Giovanni Morandi, è piazzato al primo piano di un edificio a ridosso di due tra le più trafficate strade milanesi, corso Buenos Aires e via Stradivari. E siamo all’ora serale di punta. Abbassate le tapparelle, interrotti i fasci abbaglianti dei fari, Morandi ironizza: “Come vede tutti i milanesi possono vedere cosa c’è all’interno del Giorno”. Fiorentino, 61 anni, è a Milano dal 2006 e dice di apprezzare questa città , anche se appena può se ne torna in riva all’Arno. Un pendolarismo che ne fa un eccellente osservatore di due esperienze politiche locali – le amministrazioni comunali di Giuliano Pisapia e di Matteo Renzi – che hanno contribuito in diversi modi a ridare vigore a una sinistra negli ultimi anni un po’ troppo esangue in fatto di idee e di entusiasmi. “Sono due esperienze della sinistra diverse, anche se in tutte e due coesistono elementi di conservatorismo e di riformismo”, afferma Morandi. “Renzi lo vedo molto riformatore nella volontà  e nelle intenzioni. Mentre molti lo ritengono poco riformatore e molto conservatore nei contenuti, tanto che nei sondaggi pare che sia gradito nell’elettorato di destra più che in quello di sinistra. Non so se sia proprio così. Fatto sta che, in una città  di sinistra come Firenze, Renzi va indigesto”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 422 – novembre 2011

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