Rubare è un reato anche sulla Rete

L’industria audiovisiva scatena la lotta contro Google. Sulla punta della spada da samurai c’è Gina Nieri di Mediaset, pronta a sbarcare a Bruxelles per convincere il Parlamento europeo che i contenuti, ovunque veicolati, devono essere legali. E che è necessario ridefinire la filiera dei diritti attraverso la revisione del copyright perché “strizzare l’occhio alla pirateria mette a rischio la produzione originale di contenuti che è alla base della cultura dei popoli”.
Basta guardarla dritta negli occhi per capire che Gina Nieri, consigliera d’amministrazione di Mediaset, è totalmente indifferente alle lusinghe. Ti guarda con quegli occhi vasti e scurissimi, ed è implacabile. Piaccia o non piaccia. E si muove di conseguenza. Piaccia o non piaccia.
Il suo titolo è non solo altisonante ma effettivo: direttore divisione Affari istituzionali, legali e analisi strategiche. Che è come dire che, con pochi altri, ha il compito non solo di difendere i territori conquistati dal Biscione ma di lavorare per allargarli giocando, quando occorre, da lobbista dura ed esplicita. In questo momento il suo maggior impegno è di rompere l’assedio che i big player della Rete hanno organizzato attorno alle televisioni per cercare di appropriarsi dei loro contenuti.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 422 – novembre 2011

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