Agili ed economici

Sono le due caratteristiche che devono avere i programmi di La7 secondo le regole auree dell’amministratore delegato di TI Media, Giovanni Stella. Che visto il clima di controllata euforia per le performance degli ultimi mesi ha deciso di farsi sentire all’interno di Auditel. Mentre il nuovo direttore della rete, Paolo Ruffini, ha iniziato a mettere mano al palinsesto per rafforzare fasce e serate più deboli.
C’è chi si rallegra e chi si veste a lutto, ma quel che è certo è che nessun broadcaster è rimasto indifferente alle tanto attese/temute/sperate dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio. Alla Rai sono molti che hanno tirato un respiro di sollievo, a Mediaset qualcuno si è posto accigliato se non inquieto. E a La7? A La7 vige un clima segnato da una controllata euforia per le performance degli ultimi mesi. Non è certo un caso se l’amministratore delegato di TI Media, Giovanni Stella, ha deciso che questo è il momento giusto per farsi sentire all’interno di Auditel, sistema che da tempo ritiene invecchiato e ingiusto.
E’ già  da un pezzo che il luciferino ad rimugina sulla efficienza del sistema di rilevazione e sulla sua tenuta nel sempre più complesso mondo dei media digitali, coltivando il forte timore che gli ascolti attribuiti a La7 non riflettano la consistenza reale del pubblico della sua rete.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 422 – novembre 2011

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