Chi tira fuori i soldi?

Come finanziare Internet a banda ultralarga, il grande moltiplicatore di innovazione e produttività , la grande Rete che veicolerà  tutti i media on demand, la tivù ad alta definizione, i giornali digitali mobili, le radio personalizzate, e così via? Il problema si pone in tutto il mondo ma è più acuto in Italia, dove non manca solo la rete ultraveloce di nuova generazione in fibra ottica ma spesso è carente anche la semplice rete a banda larga Adsl sul vecchio doppino telefonico.
L’asta sulle frequenze è andata bene per il governo, che ha incamerato quattro miliardi di euro dai gestori mobili per le frequenze lasciate libere dalle televisioni analogiche. Ma le frequenze mobili sono ancora occupate dalle tivù locali e non si sa quando potranno essere disponibili per realizzare la rete wireless di quarta generazione a 100 megabit al secondo. Grazie al ricco incasso, l’ex governo Berlusconi ha stanziato 200 milioni di euro per coprire il digital divide, ma la cifra è insufficiente per migliorare la copertura della rete attuale e non risolve per nulla la questione della rete in fibra ottica che richiede invece investimenti di miliardi.

L’articolo integrale di Enrico Grazzini è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 422 – novembre 2011

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