Usa/ At&t prepara rimborso a T-Mobile per mancato accordo

Chance che l’acquisizione vada a buon fine inferiori al 20%

New York, 25 nov. (TMNews) – L’accordo tra At&t e T-Mobile Usa ha imboccato la via del tramonto. Le due aziende hanno ritirato la richiesta di licenza presso la Fcc, l’autorità  di regolamentazione sulle telecomunicazioni. Non solo. At&t, da tempo impegnata nel tentativo di acquistare l’azienda concorrente, ha annunciato di avere messo da parte 4 miliardi di dollari per pagare un eventuale rimborso a T-Mobile Usa nel caso in cui l’accordo fallisca definitivamente. Le società  hanno fatto sapere che non intendono abbandonare l’operazione e, al momento opportuno, presenteranno di nuovo richiesta alla Fcc. Ma le chance che l’affare vada a buon fine, secondo i commenti degli analisti riportati dal Financial Times, sono inferiori al 20 per cento. L’accordo, ritenuto dannoso per i concorrenti, è stato ostacolato su più fronti. L’ultimo scoglio è affiorato martedì scorso, quando la Fcc ha chiesto la convocazione di un’udienza amministrativa sull’operazione da 39 miliardi di dollari.
L’acquisizione, secondo l’autorità  di controllo, rischia di causare licenziamenti e aumenti dei prezzi per i consumatori. Anche il dipartimento di Giustizia americano aveva ostacolato l’operazione con un’azione legale contro At&t, contestando la violazione delle leggi sull’antitrust. L’accordo, che porterebbe a una forte concentrazione di At&t nel settore, preoccupa soprattutto le aziende rivali, che sono intervenute per ostacolarlo. Sprint Nextel, in particolare, ha fatto recentemente causa a entrambe le società  coinvolte nell’operazione. Le prospettive per At&t nel caso di mancato accordo, tuttavia, non sono così avverse. Il fallimento delle trattative, secondo la stampa americana, è un’ipotesi sempre meno temuta dal colosso delle telecomunicazioni, che sta rivalutando la convenienza dell’investimento. Una ipotesi che rischia di essere una disfatta, invece, per Deutsche Telekom, il gruppo che controlla T-Mobile Usa, nonché primo operatore delle telecomunicazioni nell’Eurozona. Deutsche Telekom contava molto sul buon esito dell’operazione e per René Obermann, amministratore delegato del colosso semipubblico tedesco, il fiasco potrebbe essere disastroso. A rischio, secondo gli analisti, anche la sua permanenza al vertice.

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