Rai: Minzolini, “non me ne vado, se ci riescono provino a cacciarmi”

Roma, 28 nov. (TMNews) – Augusto Minzolini non intende lasciare di sua spontanea volontà  la direzione del Tg1 e denuncia “una fiera dell’ipocrisia, della faziosità  e tante strumentalizzazioni” sui dati di ascolto in calo del tg che dirige, finalizzata “a creare le condizioni per rimuovere il sottoscritto per ragioni squisitamente politiche”. “Se vogliono, e se pensano di riuscirci, lo facciano pure. Io – ha affermato Minzolini in una dichiarazione – non me ne vado. Ma non accampino alibi che sono un’offesa al buon senso”. “Siamo chiari: Non si è mai vista una fiera dell’ipocrisia, della faziosità  e tante strumentalizzazioni – ha detto fra l’altro Minzolini – come in questa occasione. L’anno scorso questo Tg ha perso una sola volta rispetto alla concorrenza (per ritrovare un’analoga performance bisogna tornare al 1999, un’altra era televisiva) quest`anno cinque volte. Si parla di problema del Tg1 quando il mio predecessore, che ha ricoperto l’interim nel periodo di transizione, ha perso 20 volte e Gianni Riotta, persona che io stimo, in due anni ha perso otto volte pur avendo un pre-serale più competitivo dell`attuale che comincia avere i suoi anni (nelle ultime 4 settimane siamo partiti spesso, dato assolutamente inconcepibile fino a pochi mesi fa) e malgrado questo siamo riusciti a difendere il primato. Questo significa che c’è un grado di strumentalità  elevato nei commenti negativi di oggi che puntano a creare le condizioni per rimuovere il sottoscritto per ragioni squisitamente politiche”. “Sono anni – ha ricordato Minzolini- che il giorno in cui Raiuno trasmette il gran premio del Brasile, con annesso l’inutile programma di commenti fine gara, il Tg1 perde la gara di ascolti con il Tg5 perché al posto del traino pre-serale ‘L’eredità ‘ ha un handicap pre-serale. E’ successo nel 2009, nel 2010 (unica sconfitta del tg1 in quell`anno), si è ripetuto quest’anno. Non è avvenuto nel 2007 e nel 2008 solo perché il gran premio, che cominciava un’ora dopo, finiva a ridosso del tg (per cui era un ottimo traino) e non c’era l’inutile – ripeto – trasmissione di commento. Ebbene quest’anno, forte dell’esperienza maturata, due giorni fa ho posto il problema alla direzione palinsesto, ho insistito, ma non c’è stato niente da fare per cui ho avvertito i dirigenti che andavamo incontro ad una sconfitta annunciata di cui non mi sento responsabile ma semmai vittima”. “Anzi – ha proseguito – debbo dire che l’handicap è stato un peso ancor più gravoso del previsto (l’anno scorso dopo il noioso commento era stato inserito un concerto di Biagio Antonacci per le Forze armate) per due motivi: innanzitutto perché l’attenzione per un gran premio di un campionato già  deciso da due settimane non poteva che essere bassa nella platea degli spettatori”. Ed inoltre, “la gara, visto che le classifiche erano già  determinate, non ha avuto colpi di scena. Tant’è che alle 19,30 Raiuno faceva segnare un ascolto del 7% salito all`8 poco prima del Tg1”. Detto questo, “abbiamo recuperato dieci punti e non sono pochi visto l’affollamento di presenze che c’è nella fascia di programmazione che va dalle 20 alle 20,30”. “Ma i problemi – ha denunciato ancora il direttore del Tg1 – sono altri”, a partire da “inerzia e scarsa flessibilità  dell’azienda” che seppure “avvertita per tempo non ha trovato una soluzione come quella, ad esempio, suggerita dal sottoscritto di portare la trasmissione di commento su un’altra rete”.

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