INTERNET: I GIOVANI SUL WEB, ‘BULLI’ E VITTIME DI FRODI

RAPPORT NORTON,DIFFUSO CYBERBAITING E USO CARTE CREDITO GENITORI

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 2 DIC – Il ‘cyberbaiting’ e l’uso della carta di credito dei genitori, anche di nascosto, per fare shopping online: sono queste nuove abitudini e rischi dei giovani nell’era digitale secondo l’ultimo rapporto del Norton Online Family. Il cyberbaiting è un fenomeno sempre più diffuso, in cui gli studenti provocano i loro insegnanti e ne filmano le reazioni. In Italia circa un insegnante su cinque, il 17%, lo ha sperimentato personalmente o conosce un altro insegnante che lo ha subito. E nelle famiglie dove ci sono regole per l’accesso al web, la sicurezza dei ragazzi è più al sicuro. E’ forse a causa del ‘cyberbaiting’ – spiega il rapporto – che il 63% degli insegnanti italiani ritiene che diventare amici degli studenti sui social network li esponga a maggiori rischi. Solo il 34% afferma che nella loro scuola vige un codice di condotta che stabilisce le regole di comunicazione tra insegnanti e studenti attraverso i social media. Il 91% degli insegnanti auspica una maggiore educazione alla sicurezza online nelle scuole, posizione sostenuta dal 74% dei genitori. Tra le altre abitudini recenti dei giovani, c’é il fare acquisti in rete con le carte di credito dei genitori anche di nascosto: il 23% dei genitori che consente ai figli di utilizzarle sostiene che spendano troppo e, in genere, ben il 30% dei genitori intervistati afferma che i ragazzi hanno usato la carta di credito senza il loro consenso. E’ forse per questo che aumentano gli attacchi informatici: l’89% dei genitori i cui figli hanno subito attacchi di criminalità  informatica li hanno subiti a loro volta e sono molto più numerosi rispetto alla media del 68% degli adulti italiani. In generale, secondo il rapporto, circa il 62% dei ragazzi intervistati a livello globale afferma di avere avuto un’esperienza negativa online, dato che per l’Italia è pari al 59%. Per quasi quattro giovani italiani su 10 (il 36%) l’esperienza è stata molto negativa, come ad esempio ricevere materiale fotografico inappropriato da estranei, subire attacchi di bullismo o di criminalità  informatica. La ricerca dimostra inoltre come i ragazzi attivi sui social network siano più esposti a situazioni difficili da gestire: il 74% contro il 38% di quelli che non usano queste piattaforme. Il Norton Online Family Report rileva infine, che nelle famiglie in cui ci sono regole di accesso al web, i ragazzi sono più al sicuro. In generale, in Italia il 51% dei genitori ha fissato regole sulla quantità  di tempo che i figli possono trascorrere online. Il 37% ha limitato la navigazione ai siti web sicuri; il 30% ha installato soluzioni di ‘parental control’ sul pc di casa. Nelle famiglie in cui esistono queste regole, i ragazzi che le seguono sono relativamente al sicuro e solo il 48% ha avuto esperienze negative online, mentre la percentuale aumenta esponenzialmente all’83% tra coloro che non le rispettano. Ulteriori informazioni sul Norton Online Family Report sono su www.norton.com/cybercrimereport. (ANSA)

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