RAI: RIZZO NERVO, RIMANERE NON AVEVA PIU’ SENSO

PER CONSIGLIERE ORA RIFLESSIONE SPETTA A POLITICA E ISTITUZIONI

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) – ROMA, 31 GEN – “Rimanere non aveva più senso”, dice Nino Rizzo Nervo che oggi si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Rai, rivendicando la sua “scelta individuale”. Uomo Rai di lungo corso era nel Consiglio di amministrazione della Rai dal 2005 e dando le dimissioni oggi augura all’azienda in cui ha passato tanti anni della sua vita “di poter presto riconquistare l’autorevolezza e la credibilità  perdute”. Sette lunghi anni di battaglie e scontri con un Cda a maggioranza di centrodestra in cui si trovava all’opposizione, interrotti oggi dalle dimissioni con “un gesto meditato e inevitabile anche nella speranza che possa suscitare, ‘un’adeguata riflessione politica e istituzionale a tutela del Servizio pubblico radiotelevisivo”, spiega in una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli. La decisione di Rizzo Nervo viene in seguito alle decisioni assunte dal Cda e a strettissima maggioranza, che hanno visto in dissenso anche il presidente Paolo Garimberti, con la nomina di Maccari, pensionato, a direttore del Tg1 fino al 31 dicembre 2012 e di Casarin alla Tgr. Nomine che a suo avviso sono state “l’ultima e insanabile ferita inferta all’autonomia del Servizio pubblico dai condizionamenti asfissianti della politica”. Tra l’altro lo stesso Rizzo Nervo aveva presentato e fatto votare due anni fa un ordine del giorno contro l’assegnazione di cariche dirigenziali a pensionati ma oggi, racconta, il direttore generale Lorenza Lei ha presentato un parere del collegio dei sindaci secondo i quali non servivano deroghe a quell’odg ma bastava il semplice voto del consiglio. Era una scelta determinata quindi, che per il consigliere “é chiaramente frutto di un accordo politico tra Pdl e Lega Nord con lo scambio di Maccari al Tg1 e Casarin al Tgr. Ho sperato sino all’ultimo invece…”. “L’attuale delicatezza della situazione economica-finanziaria dell’azienda e l’evoluzione anche tecnologica dei mercati di riferimento impongono – secondo il consigliere – scelte strutturali e strategiche tempestive che, però, soltanto un vertice indipendente, che non sia continuamente paralizzato da pressioni e veti esterni, può essere in grado di adottare”. Dopo aver ringraziato i componenti della Vigilanza Rizzo Nervo conclude: “In coscienza ho la presunzione di credere di aver adempiuto al mio dovere di autonomia e indipendenza e penso che nessuno potrà  indicare un comportamento o un atto che non mi siano stati dettati esclusivamente dalla consapevolezza di agire a tutela degli interessi della Rai”. A Garimberti poi scrive: “ho più volte denunciato anche in Consiglio la gravità  della situazione e Ti do atto degli sforzi che hai compiuto in questi anni per preservare l’autonomia delle decisioni e per tutelare gli interessi aziendali”. La Rai, un’azienda a cui Rizzo Nervo ha dato molti anni della sua vita. Nato il 15 marzo del 1953, laureato in Scienze politiche, è stato assunto in Rai nel ’79 come redattore ordinario nella sede regionale per la Sicilia, di cui e’ diventato responsabile nel settembre ’86. A luglio ’94 è approdato alla vicedirezione della Testata giornalistica regionale e, dopo essere stato messo ‘a disposizione’ nel novembre 1994 dal cda presieduto da Letizia Moratti, è stato nominato nell’agosto 1995 vicedirettore di Televideo dopo una vertenza legale. Nell’agosto ’96 Rizzo Nervo e’ diventato direttore della Tgr; nel ’99 e’ passato alla guida del Tg3. Nel giugno 2001 è diventato il nuovo condirettore delle news de La7, carica che ha ha lasciato dopo pochi mesi, nel novembre del 2001. Dal 2003 al 2005 è stato anche direttore di Europa, il quotidiano della Margherita.(ANSA).

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