RAI: RAO, MACCARI E CASARIN PROFESSIONISTI MA NON VA METODO NOMINE

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(AGI) – Roma, 1 feb. – “Il consiglio di amministrazione della Rai si e’ sempre caratterizzato per una contrapposizione politica frontale tra berlusconiani e antiberlusconiani, speculare a quella che c’era nel Parlamento e nel paese. Da qualche mese le cose sono cambiate, ma a viale Mazzini sembra che non se ne siano accorti. E’ rimasta l’ultima isola, abitata da reduci giapponesi, che non hanno ancora capito che la guerra e’ finita”. Cosi’ Roberto Rao, deputato Udc in commissione Vigilanza Rai, in un’intervista a ‘Liberal’. Su Maccari e Casarin dice: “Entrambi hanno una storia ineccepibile in Rai, ma si sono trovati quasi a essere contrabbandati, con il finto alibi del 31 gennaio, mentre la loro scelta si sapeva che sarebbe stata quella definitiva. Sarebbe stato piu’ corretto sostenerli fin dall’inizio, piuttosto che paragonare in commissione di Vigilanza, come ha fatto la dottoressa Lei, Maccari a un giovane precario senza garanzie e con un contratto capestro. Un trattamento davvero singolare e offensivo – osserva – per un professionista della caratura di Maccari e che da’ al Tgl il senso di una precarieta’ assoluta nelle scelte dell’indirizzo. Mi sento garantito da professionisti come Maccari e Casarin, ma non mi e’ piaciuto per niente il metodo con il quale sono stati nominati”. (AGI)