La carta di credito dell’assessore Coppola – Intervista a Michele Coppola, assessore alla Cultura della Regione Piemonte (Prima n. 422, novembre 2011)

La carta di credito dell’assessore Coppola
Quando qualcuno gli ricorda che si sta giocando la popolarità  e che in città  lo hanno soprannominato ‘Tagliatutto’, Michele Coppola ritrova la sua riserva adrenalinica e racconta la sua ricetta per scovare nuove risorse necessarie a finanziare la cultura
Protestano gli operatori culturali piemontesi che, durante una visita di Giancarlo Galan, in quel momento ancora ministro dei tormentati e smagriti Beni culturali, hanno steso una lunga fila di mutande davanti all’entrata della secentesca Reggia di Venaria per simboleggiare lo stato pietoso in cui si trova il teatro in Piemonte. Il mondo dell’intellighenzia piemontese, uso a un’amministrazione pubblica piuttosto prodiga, sta facendo i conti con gli effetti della mannaia tremontiana scesa sui trasferimenti ai bilanci delle amministrazioni locali. In prima linea a fronteggiare teatranti disperati, dirigenti museali sull’orlo di una crisi di nervi, organizzatori culturali depressi si trova l’assessore alla Cultura della Regione, Michele Coppola, un trentottenne cresciuto in Forza Italia all’ombra di Enzo Ghigo, e oggi uno degli uomini di punta del Pdl piemontese tanto da essere candidato sfidante di Piero Fassino alle elezioni di sindaco di Torino. Molto invidiato quando nell’aprile del 2010 gli fu affidata la Cultura e le politiche giovanili, un assessorato con ottima visibilità , contenuti interessanti e budget di tutto rispetto (intorno ai 70 milioni), Coppola si trova oggi a combattere con mezzi praticamente dimezzati.
Quando qualcuno gli ricorda che si sta giocando la popolarità  e che in città  lo hanno soprannominato ‘Tagliatutto’, Coppola allarga il suo bel sorriso, snocciola l’elenco inquietante delle grane che deve affrontare giorno per giorno ma, appena terminata la geremiade, ritrova la sua riserva adrenalinica e racconta la sua ricetta per scovare nuove risorse necessarie a finanziare la cultura. A partire da una carta di credito che verrà  lanciata il mese prossimo, a dicembre.
“Non sono tanto preoccupato dal fatto di avere a disposizione meno risorse: quel che conta è sapere su quanto puoi contare. E saperlo con un po’ di anticipo, in modo da scegliere cosa fare e come farlo”, esordisce Coppola. “Il brutto della gestione economica pubblica è che si lavora facendo ipotesi di spesa senza conoscere esattamente le risorse che alla fine ti arriveranno. Dietro la mia porta c’è una fila di persone che vengono a chiedere di essere pagate per prestazioni e lavori fatti, che sono esposte con le banche a cui pagano interessi per i finanziamenti anticipati per lavorare. Abbiamo banche che sono sponsor delle nostre iniziative culturali, e che rappresentano anche il secondo costo delle attività  culturali per tutti gli interessi passivi che vengono loro riconosciuti. A tutt’oggi, ai primi di novembre, mentre stiamo facendo questa intervista, non sono in grado di dirle quali risorse economiche avremo effettivamente a disposizione per pagare gli impegni presi nel 2011, perché dobbiamo aspettare la manovra di assestamento conclusiva. Per non parlare del fatto che dobbiamo ancora far fronte agli arretrati del 2010″.
Prima – Il che vuol dire lavorare al buio.
Michele Coppola – È il problema cronico della macchina pubblica che adesso, però, è diventato ancora più drammatico a causa dei tagli dovuti alla crisi. Per di più dobbiamo fare i conti con le spese un po’ bulimiche fatte dalla precedente amministrazione che ha scelto l’indebitamento come copertura. Ora siamo obbligati a scegliere su cosa investire e cosa sacrificare.
Prima – È per questo che ha tagliato 200mila euro a Terra del fuoco, l’associazione culturale che organizza il Treno della memoria per portare 1.400 ragazzi piemontesi sui luoghi della Shoah, mentre ha deciso di finanziare con 50mila euro il comitato Resistenza, organo del consiglio regionale?
M. Coppola – In questo momento difficilissimo dobbiamo essere capaci di esercitare scelte con criteri che privilegiano il territorio e le eccellenze. E, come ho sempre sostenuto, se devo scegliere tra finanziare un’iniziativa pubblica e una privata, privilegio quella pubblica.
Prima – Suona strano detto da un uomo del Pdl. In ogni caso ha lasciato al palo il Comune di Torino e la Provincia che invece hanno deciso di stanziare qualche decina di migliaia di euro per Terra del fuoco. Ma con Maurizio Braccialarghe, il suo dirimpettaio in Comune, vi parlate?
M. Coppola – Braccialarghe sta combattendo la mia stessa battaglia, tanto che abbiamo deciso di incontrarci settimanalmente per discutere e decidere quali sono le cose da fare, i campi dove concentrare i nostri sforzi. La crisi ci spinge a rimettere in discussione i meccanismi di funzionamento dell’offerta culturale – il teatro, la danza, il libro, la musica, l’arte contemporanea – e dobbiamo necessariamente individuare cosa sostenere e scegliere nuovi modelli di governance.
Prima – È però lei a tenere in mano il boccino visto che dispone di un budget che il Comune di Torino nemmeno si sogna. È stato un bel colpo far passare la decisione di dedicare l’1 per mille dell’addizionale Irpef regionale alle attività  culturali.
M. Coppola – È una rivoluzione copernicana. Significa che sul totale di 256-260 milioni di euro che viene pagato dai piemontesi come quota addizionale dell’Irpef, tra i 45 e i 48 milioni verranno destinati alla cultura.
Prima – Molto meno del budget 2011 di 70 milioni. Come pensa di cavarsela?
M. Coppola – Le attività  culturali sono uno dei settori su cui da anni la nostra Regione ha deciso di investire per sviluppare attività  economiche che riequilibrassero il calo dell’industria manifatturiera in crisi. Per noi è una scelta strategica che necessita un impegno economico adeguato. Poi ci sono convenzioni pesanti come quelle con il Teatro Regio, lo Stabile e la Reggia di Venaria che ogni anno incidono per 37 milioni sul budget del mio assessorato, senza contare gli altri milioni di euro di spese che ci vengono presentate a fine anno, per l’abitudine di caricare il saldo sul bilancio dell’anno nuovo. Quindi, per capirci, le tre convenzioni pesano sul 2012 per 37 milioni, più 18 milioni delle spese pregresse. È una situazione intollerabile che deve finire. Ai miei colleghi di giunta ho chiesto i mezzi per far fronte anche quest’anno ai contratti che abbiamo ereditato, impegni che moralmente dobbiamo onorare. Ma finisce qui: con una delibera di giunta azzereremo tutte le convenzioni per poi rinegoziarle.
Prima – Tradotto in soldoni che cosa vuol dire?
M. Coppola – Significa che alcune convenzioni saranno tagliate anche del 20%, altre probabilmente aumentate, e che ci saranno anche dei no. Non si può pensare che tutti i 45-48 milioni del nostro budget vengano assorbiti da convenzioni sottoscritte in passato e fuori controllo, senza che questo ci permetta la disponibilità  per nuovi progetti.
Prima – È così che, per generare nuove entrate, avete pensato a una carta di credito per finanziare la cultura?
M. Coppola – L’idea ci è venuta vedendo cosa aveva fatto l’American Express in Inghilterra con la carta Red, per cui i clienti usandola sapevano che una piccola quota di ogni transazione finiva in un fondo per finanziare la lotta all’Aids. Mi è sembrata un’idea che potevamo copiare promuovendo una carta di credito per la cultura della Regione Piemonte. Le banche partner in questa iniziativa destineranno a un fondo per la cultura una piccola cifra per ogni transazione fatta con la nuova carta.
Prima – Con chi avete aperto le trattative?
M. Coppola – Io ho presentato il progetto, e poi la gestione tecnica è passata alla nostra Finpiemonte. Sono intervenute American Express, Visa, MasterCard, Banca Sella, UniCredit e Poste. C’è invece la nota dolente di Intesa Sanpaolo che si è tirata fuori.
Prima – E come garantite una base clienti interessante per gli istituti di credito?
M. Coppola – All’inizio promuoveremo la carta tra i dipendenti pubblici a cui verrà  data gratuitamente. Ma la vera sfida sarà  coinvolgere i cittadini convincendoli a partecipare attivamente al sostegno della cultura attraverso l’uso della carta, che garantirà  anche opportunità  come sconti nei musei, in negozi e alberghi, l’utilizzo sui mezzi pubblici, eccetera. Stiamo pensando anche a una carta di credito ricaricabile per i turisti che vengono in Piemonte.
Prima – In che modo avete pensato di farla conoscere?
M. Coppola – Conto su una grande mobilitazione del mondo della cultura. Mi auguro che il presidente del Teatro Stabile, Evelina Christillin, personaggio molto influente a Torino, accetti di fare la testimone della carta. Così come Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio.
Prima – Lei ha una bella faccia tosta! Da una parte dice di volergli tagliare le convenzioni e poi pensa che Christillin e Vergnano si sbraccino per la sua carta?
M. Coppola – I soldi che raccoglieremo con la carta serviranno anche a loro, così come a tutta la cultura piemontese, che deve rendersi conto dell’importanza del sostegno dei cittadini alle sue iniziative. Con la crisi i partner privati stanno uscendo dalle istituzioni culturali: diminuiscono i finanziamenti al Museo del cinema e al Teatro Regio. La mia idea è di allargare la base, spostando le partnership dall’azienda privata alla banca e ai cittadini, allargando la base dei partner. Per questo mi auguro che l’assessore Braccialarghe diventi un protagonista insieme a noi di questa strategia e che il Comune voglia sottoscrivere la carta con la Regione.
Prima – A proposito di Museo nazionale del cinema, Sandro Casazza ha lasciato la presidenza dopo mesi che non vedeva un euro di emolumenti.
M. Coppola – Possiamo solo dire grazie a Casazza per tutto quello che ha fatto dalla fondazione del Museo del cinema, che è uno dei punti di attrazione culturare di Torino. Abbiamo chiesto a Ugo Nespolo se aveva voglia di assumere la presidenza e con grande generosità  ci ha risposto subito di sì. Ed è stato nominato il 21 ottobre.
Prima – Finora abbiamo solo parlato di soldi. Ci racconti qualche progetto che la fa sognare.
M. Coppola – Il problema è che anche per sognare devo pensare al risvolto economico. Un sogno, ma che sono sicuro diventerà  realtà , riguarda quella che chiamiamo la Corona di delizie, cioè le residenze reali che abbiamo restaurato e reso accessibili. Dalla meravigliosa Reggia di Venaria alla palazzina di caccia di Stupinigi, appena restaurata, al Castello di Rivoli e altre ancora.
Prima – Gli italiani corrono a visitare i castelli della Loira, ma ignorano cosa possono trovare in Piemonte.
M. Coppola – Appunto. Insieme all’assessore al Turismo Alberto Cirio stiamo studiando come promuovere il brand Residenze Reali Piemonte e costruire un importante progetto per lanciarle in Italia e all’estero. È un impegno per i prossimi anni, dopo le Olimpiadi invernali del 2006 e il successo delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità  d’Italia nel 2011 (a Venaria dal 17 novembre è possibile ammirare il celebre autoritratto di Leonardo da Vinci). Questo per dirle che il nostro scopo è quello di puntare su qualcosa di nuovo e di rilevante.
Prima – Difficile con la situazione che mi ha appena descritto.
M. Coppola – Sicuramente sì. Ma non possiamo permetterci di essere spaventati o rinunciatari. Ha visto l’interesse per l’ultima edizione di Artissima a Torino? La crisi si deve combatterla facendo e sintonizzandosi sui sentimenti e gli umori delle persone. Per questo abbiamo voluto anticipare, all’inizio di dicembre, la mostra dedicata alla storia dell’informatica, con particolare riferimento ad Apple e a Steve Jobs, organizzata da Marco Boglione e dalla sua BasicNet, in programma per l’anno prossimo al Museo di scienze naturali di Torino. Se non adesso, quando raccontare il genio e il mito di un uomo che come Jobs ha cambiato il nostro tempo?

Intervista di Alessandra Ravetta

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Giovanni Ciarlariello via da Sky Italia. Lascia l’incarico di chief media, digital and data officer

Giovanni Ciarlariello via da Sky Italia. Lascia l’incarico di chief media, digital and data officer

Rete unica, Vestager: importante è indipendenza del gestore. Valutare se ci sono legami con venditori al dettaglio

Rete unica, Vestager: importante è indipendenza del gestore. Valutare se ci sono legami con venditori al dettaglio

5g, l’Ue ai governi: banda larga fondamentale. Lanciare le reti entro marzo 2021

5g, l’Ue ai governi: banda larga fondamentale. Lanciare le reti entro marzo 2021