RAI: PETRONI, CDA NON FUNZIONA A PIACIMENTO DI GARIMBERTI

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(AGI) – Roma, 2 feb. – “Nessuna norma autorizza” il presidente della Rai Paolo Garimberti “di sostenere che il Consiglio di amministrazione funziona correttamente o non funziona correttamente in base alle sue personali preferenze su come il Consiglio medesimo si e’ espresso nell’esercizio legittimo delle sue competenze e dei suoi doveri; ovvero – e ancora piu’ grave – in base al fatto che il Consiglio si e’ espresso o non si e’ espresso in conformita’ con la volonta’ del presidente medesimo. Eppure questo e’ esattamente cio’ che il dott. Garimberti ha fatto in questa occasione, e non solo in questa occasione”. E’ un passaggio della lettera – durissima – che il consigliere Rai Angelo Maria Petroni ha indirizzato al presidente della commissione di vigilanza Sergio Zavoli e ai componenti della stessa commissione, riferendosi alle dichiarazioni di Garimberti dopo il voto a maggioranza – 5 a 4 – che martedi’ sera in Cda ha determinato la nomina di Alberto Maccari a direttore del Tg1 e di Alessandro Casarin a direttore della Tgr. Per Petroni, il comportamento di Garimberti a commento della votazione e’ “ancora una volta reputo lesivo delle prerogative dell’organo di vertice dell’Azienda titolare del servizio pubblico radiotelevisivo”. Il consigliere di nomina dell’azionista si sofferma in particolare sul fatto che Garimberti abbia dichiarato “Cio’ che e’ accaduto oggi e’ la conferma che questa governance condanna la Rai all’ingovernabilita’ e che e’ urgente affrontare il problema delle norme che regolano la vita e l’attivita’ dell’Azienda. E’ l’appello che rivolgo nuovamente con impellenza alle istituzioni competenti e in primo luogo (…) Il voto di stasera indica che a forza di star chiusi nel Palazzo della Rai si perde la sintonia con il Paese. Si poteva ragionare su un mandato dei direttori legato a quello della durata del Cda ma la pervicacia con cui si sono portate avanti le nomine al Tg1 e alla TgR dimostra che non si tratta di nomine di emergenza ma di nomine che hanno spaccato il Consiglio e che per questo non possono che incontrare la mia disapprovazione, soprattutto perche’ il Direttore Generale aveva preso altri impegni al momento del primo interim consegnato ad Alberto Maccari”. Proprio la parte finale della dichiarazione “suscita necessariamente – dice Petroni – la domanda a quali impegni” Garimberti “intenda riferirsi, del loro contenuto e a chi diretti, non essendo essi rinvenibili nelle discussioni consiliari relative, e quindi non avendo alcun carattere conforme alle norme dello Statuto Rai”. Inoltre, nella restante parte della dichiarazione “Garimberti afferma che la Rai sarebbe ingovernabile perche’ il voto dei consiglieri di amministrazione e’ avvenuto a maggioranza, e quindi il Consiglio sarebbe stato ‘spaccato'”. Affermazioni che per il consigliere sono “davvero singolari”. E “lo sono non per un giudizio personale, ma perche’ sono contraddittorie con quanto e’ avvenuto in Rai almeno sin dall’inizio del periodo della presente Direzione Generale”. In proposito, il consigliere allega uno schema riassuntivo delle nomine e collocazioni di competenza consiliare, approvate dal Cda su proposta del direttore generale Lorenza Lei. Ed “emerge chiaramente da detto schema come la grande parte delle nomine non sia avvenuta affatto con voto unanime. Emerge altresi’ come alcune nomine siano avvenute senza che vi fosse nemmeno una maggioranza dei consiglieri favorevoli. In tutti questi casi mai il dott. Garimberti aveva affermato che la Rai sarebbe stata ingovernabile”, e sul perche’ “lascio al giudizio di ognuno” supporlo. Nel sottolineare che non c’e’ norma che “autorizzi il presidente di sostenere che il Cda funziona correttamente o non funziona correttamente in base alle sue personali preferenze su come il Consiglio medesimo si e’ espresso nell’esercizio legittimo delle sue competenze e dei suoi doveri; ovvero ? piu’ grave ? in base al fatto che il Consiglio si e’ espresso o non si e’ espresso in conformita’ con la volonta’ del presidente medesimo”, per Petroni cio’ e’ “una delegittimazione oggettiva dell’organo di vertice della Rai e dei suoi componenti, che per il dott. Garimberti dovrebbero necessariamente essere in ‘sintonia con il Paese’: o, piu’ semplicemente, con le opinioni politiche del dott. Garimberti medesimo”. (AGI)