Gb/ Times racconta quando Dickens voleva “salvare” prostitute

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E una di loro denunciò l’ipocrisia dei “pii e virtuosi”
Roma, 3 feb. (TMNews) – La campagna di Charles Dickens per “salvare” le prostitute vittoriane visse un momento di grande imbarazzo quando lo scrittore si trovò ad affrontare il caso di una “donna perduta” che non aveva alcuna intenzione di essere salvata. E’ quanto è emerso dagli archivi del quotidiano britannico The Times nelle ricerche condotte di recente in vista del bicentenario della nascita di Dickens, il prossimo 7 febbraio.
La storia di Dickens e della prostituta felice ha inizio proprio sulle pagine del Times, con la pubblicazione, nel febbraio 1858, di una lettera della ‘Sfortunata’. All’epoca, precisa il quotidiano, erano circa 80.000 le prostitute presenti a Londra e in tanti facevano campagna per recuperare le donne dalle strade.
Uno di questi era proprio Dickens, che insieme alla filantropa Angela Burdett-Coutts, aveva aperto un rifugio in cui le donne venivano ospitate, istruite e incoraggiate a emigrare nelle colonie dove trovare un marito che fosse all’oscuro del loro passato.