Tlc/ Accordo Regione Lombardia-F2i per Ngn, piano entro 6 mesi

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Primo obiettivo è 50% popolazione, Brescia e Bergamo capofila
Milano, 6 feb. (TMNews) – In attesa di far arrivare almeno con l’Adsl nelle case di tutti i lombardi “entro l’anno”, la Regione Lombardia pensa già  alla banda ultra larga. Oggi è stato infatti firmato un accordo con il fondo F2i e la sua controllata Metroweb per definire un percorso di estensione ai principali capoluoghi della regione della rete in fibra ottica (Ngn) che oggi già  si dirama nel sottosuolo di Milano. Una rete installata proprio da Metroweb che, dopo essere stata comprata da un fondo britannico, è tornata da un anno in mani italiane attraverso il fondo guidato da Vito Gamberale e controllato dalla Cdp. L’investimento per la rete lombarda di nuova generazione è di 1,2 miliardi di euro e entro sei mesi un comitato esecutivo definirà  un piano economico-finanziario preliminare e di gestione. L’accordo si colloca però in un quadro di ulteriori collaborazioni tra la Regione e il settore privato come Telecom Italia perché un progetto unico è stato giudicato “inopportuno” alle attuali condizioni di mercato. L’obiettivo resta quello di raggiungere 167 comuni e 4,2 milioni di lombardi, pari circa alla metà  della popolazione totale. “L’esperienza maturata da Metroweb a Milano – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni – primo grande progetto organico realizzato in Italia nell’ambito delle reti di nuova generazione, le eccellenti performance di F2i in ambito infrastrutturale, unitamente alla capacità  di Regione Lombardia di fare da cerniera con i Comuni, le Province e le altre istituzioni del territorio, daranno impulso allo sviluppo del progetto per individuare la strada per rivoluzionare l’accesso al web e ai servizi che esso offre”. Franco Bassanini, presidente di Metroweb e della Cdp, ha definito “prototipo di estrema importanza per la crescita dell’intero Paese” l’accordo sottoscritto oggi con la Regione. Un’intesa che auspica possa fungere “da modello anche per le altre regioni”. Bassanini ha anche lodato la suddivisione dei ruoli e competenze spiegando che “pubblico e privato non solo collaborano, ma lo fanno nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli. Al privato è chiesto di fare un lavoro di gestione e realizzazione; al pubblico di creare il contesto, le regole e di accompagnare il percorso”. Da parte sua il presidente del Fondo F2i, Vito Gamberale, ha tenuto a sottolineare come non sia vero che “l’Italia è così indietro nella banda ultra larga, anzi. Tra i Paesi europei demograficamente paragonabili con Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna siamo anzi quelli che possono vantare una realtà  come Milano che rappresenta l’esempio più avanzato. Di questo bisogna andare molto fieri, è un primato di cui il Paese non è consapevole. Replicheremo il modello milanese in Lombardia con Bergamo e Brescia come avamposto”.