Russia/ Navalny è tabù in tv. Ma c’è chi chiede ‘par condicio’

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Showgirl Kandelaki: informazione problema serio, non offre fatti
Mosca, 8 feb. (TMNews) – Sino a pochi mesi fa era un argomento tabù a Mosca, ma oggi sotto il vento delle proteste anti-Putin in piazza, si comincia a poter parlare anche di questo. Serve ‘par condicio’ sulla tv russa alla luce dei mutamenti e del risveglio politico, di cui l’ondata di proteste negli ultimi mesi è chiaro sintomo. “La situazione è iniziata a cambiare: la società  si sta evolvendo e il potere lo ha capito, e non si può fermare il progresso” ha detto a TMNews Tina Kandelaki, nota showgirl, nonchè donna d’affari russa. Di lei in questi giorni tutti parlano a Mosca: in diretta sul primo canale tv ha proposto un’intervista con il blogger anti-Putin Aleksey Navalny in un popolare programma, il talk show Pozner condotto dall’omonimo Vladimir Pozner.
Secondo il LiveJournal di Navalny però, quanto andato in onda nel Lontano oriente russo – dove i programmi seguono il fuso orario del Giappone e vengono trasmessi ore prima per i telespettatori – è stato poi tagliato nella differita per la Russia europea. E in particolare a Mosca, che ha un fuso orario di tre ore di differenza con l’Italia. “Noi non siamo abituati alle discussioni così aperte in Russia” ha affermato lei in un colloquio con TMNews. “Quello dell’informazione da noi è un problema serio” ha detto Kandelaki. “Il giornalismo non ci offre fatti ma opinioni.
Le persone vengono facilmente manipolate, da una parte e dall’altra”. Poi quanto ai tagli al programma Pozner, lascia intendere che evidentemente, chi ha rimaneggiato la puntata non la pensa come lei.
Lo stesso Pozner oggi in conferenza stampa ha espresso un parere simile a quello della Kandelaki. Va detto che il giornalista è membro di un gruppo di lavoro del Consiglio per i diritti umani che lavora per il Cremlino e sta attualmente valutando la possibilità  di istituire una tv di servizio. Ossia un canale per il sociale (in russo ‘obshestvennoe tv’), ospitata dalle frequenze pubbliche, partecipata dallo stato e da privati, ma indipendente.