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TABLOID GATE: “SUN”, TANTA POLIZIA NEMMENO PER LOCKERBIE

(AGI/AFP) – Londra, 13 feb. – Due giorni dopo l’arresto di cinque dei propri giornalisti in relazione al cosiddetto ‘Tabloid-Gate’, lo scandalo sulle intercettazioni illegali e sulle tangenti pagate a pubblici ufficiali in cambio di informazioni riservate, il quotidiano britannico ‘The Sun’ e’ passato al contrattacco, denunciando quella che il condirettore Trevor Kavanagh ha definito una caccia alle streghe, stigmatizzando inoltre l’ampiezza e la portata delle indagini sulla vicenda che, a suo dire, sta impegnando le forze di polizia persino di piu’ di quanto non fece l’attentato di Lockerbie nel 1998, costato 270 morti. Con 171 tra ufficiali e agenti coinvolti, ha sottolineato con un certo sarcasmo Kavanagh, e’ diventata la piu’ vasta inchiesta penale mai intrapresa nella storia britannica. “Non siamo una palude da bonificare”, ha tuonato il condirettore, “ne’ lo sono altre grandi testate del nostro gruppo, ‘News International’, quali ‘The Times’ e ‘The Sunday Times'”, ha sottolineato, mentre in redazione si attende l’arrivo di Rupert Murdoch, il magnate australiano proprietario del colosso mediatico finito nel mirino, affinche’ confermi di persona quanto gia’ dichiarato ieri: e cioe’ che il tabloid londinese non fara’ la fine del confratello ‘News of the World’, che lo scoppio dello scandalo porto’ alla chiusura l’estate scorsa.  Kavanagh ha sottolineato come “in un altro momento questa faccenda avrebbe suscitato lo sdegno del Parlamento e dei difensori delle liberta’ civili e dei diritti umani”, mentre ora i giornalisti del ‘Sun’ “sono trattati come se fossero membri di una banda della criminalita’ organizzata”. Nessuna sorpresa, ha polemizzato, se nella classifica dei Paesi dove la liberta’ di stampa e’ maggiormente tutelata, stilata dall’organizzazione non governativa ‘Reporter senza Frontiere’, la Gran Bretagna si piazza soltanto al 28mo posto, addirittura dietro a Paesi ex filo-sovietici quali Polonia, Estonia e Slovacchia. Quanto ai pagamenti sotto banco, ha tagliato corto il condirettore del tabloid, si tratta di una pratica consolidata e talora indispensabile, nell’interesse stesso dell’opinione pubblica a essere informata su avvenimenti di grande rilevanza. “Qualche volta il denaro passa di mano”, ha osservato. “E’ stata una procedura standard da moltissimo tempo, da quando esistono i giornali, qui da noi cosi’ come all’estero”. Con riguardo alle perquisizioni effettuate presso i domicili dei cronisti arrestati, “mogli e figli anche piccoli sono stati umiliati”, e’ sbottato ancora Kavanagh, “dal fatto che in casa loro ci fossero anche una ventina di agenti, intenti a sollevare le assi del pavimento o a setacciare tra beni intimi, lettere d’amore e documenti a carattere interamente privato”. (AGI)