SANREMO: CELENTANO, CONSULTA E POTERE DEL POPOLO NELL’INTERVENTO

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SANREMO (ITALPRESS) – “Avro’ girato mille Chiese, se c’e’ una cosa che non sopporto dei preti e anche dei frati e che non parlano mai della cosa piu importante e cioe’ del motivio per cui siamo nati, del cammino verso il traguardo, insomma non parlano mai del paradiso. Non siamo nati per morire. Devono dirlo. Senno’ la gente pensa che la vita sia quella che stiamo vivendo adesso: la guerra, lo spread. Ma che cazzo di vita e’ questa?”. Lo ha detto Adriano Celentano aprendo il suo intervento nella prima serata del festival, Il Molleggiato ricorda che “sulla torre della stazione Centrale a Milano ci sono operai che protestano contro la chiusura dei vagoni letto, quelli che collegavano nord e sud, lasciando a casa 800 persone addette ai servizi. Montezemolo ha fatto bene a fare il treno veloce, confortevole. È giusto il treno veloce. Ma a Montezemolo voglio dire: ‘ora devi fare subito il treno lento, che magari si chiama ‘Lumaca’, perche’ forse c’e’ gente che vuole andare lentamente e vedere le bellezze dell’Italia”. Sul palco salgono insieme a lui prima Elisabetta Canalis, quindi Rocco Papaleo e Gianni Morandi, mentre dalla platea interviene Pupo.Un intervento interrotto ogni tanto da canzoni. Papaleo legge che “la Costituzione italiana sancisce che il potere sovrano appartiene al popolo che esercita un potere pieno e indipendente”. E Morandi : “Bocciando il referendum la Consulta ha tolto la parola ai cittadini”. “Di Pietro, Parisi, Segni – dice Celentano – hanno raccolto un milione duecentomila firme che la Consulta ha buttato nel cestino. C’e’ qualcosa che non va: o e’ la Consulta che sbaglia o bisogna cambiare vocabolario”. Poi Celentano scherza sul cognome del direttore generale della Rai: “Ho capito perche’ si chiama Lei, perche’ vuole mantenere le distanze: anche con Michele Santoro… l’ha distanziato mica male”. E Morandi: “Anche li’ non e’ stata una cosa molto bella”. E Celentano: “Non dirai mica che la Rai censura?”.