RAI-MEOCCI: PETRUCCIOLI, AZIONISTA SAPEVA DI INCOMPATIBILITA’

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(AGI) – Roma, 15 feb. – “Il ministero dell’Economia e delle Finanze, principale azionista della Rai, era ben a conoscenza del problema dell’incompatibilita’ o meno di Alfredo Meocci, per il suo ruolo di commissario presso l’Agcom, con la nomina a direttore generale dell’azienda di viale Mazzini. Al di la’ del fatto che la questione era da tempo sui giornali, io avevo inviato all’azionista i quattro pareri ‘pro veritate’ (due a favore e due contrari a questa nomina) che erano stati richiesti e acquisiti dagli otto consiglieri del cda”. Lo ha raccontato Claudio Petruccioli, presidente Rai dal 31 luglio 2005 al 29 marzo 2009, ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma che stanno processando, per abuso d’ufficio continuato ed aggravato, i cinque consiglieri (Angelo Petroni, Giovanna Bianchi Clerici, Marco Staderini, Gennaro Malgieri e Giuliano Urbani) che, nell’agosto del 2005, votarono per Meocci. Petruccioli, cui il tribunale ha revocato il pagamento di 500 euro di multa dopo aver giustificato l’assenza nella precedente udienza, ha spiegato che il nome di Meocci (“proposto inizialmente da un consigliere di cui non ricordo il nome”) ebbe la meglio rispetto ad altre due candidature: “Personalmente proposi Leone, un altro consigliere suggeri’ Cattaneo. Meocci, alla fine, ebbe la maggioranza e io portai il suo nome all’attenzione dell’azionista per l’intesa”. “Inizialmente, dissi che avrei votato Meocci solo una volta incassato il concerto del ministero. Poi – ha proseguito Petruccioli -, alla luce dei contrastanti pareri ‘pro veritate’ che erano stati rilasciati da 4 illustri professionisti, dissi che la questione dell’incompatibilita’ non era palesemente infondata e che mi sarei astenuto dal voto. Pensavo che non si trattasse di un dubbio infondato. Del resto, era la stessa Agcom a sostenere che Meocci non poteva avere un incarico presso un’azienda che era stata sottoposta a forme di vigilanza e controllo da parte dell’Authority”. E, in effetti, il caso era oggetto di un ampio dibattito perche’ Meocci, prima di approdare all’Agcom, aveva gia’ lavorato alla Rai. “All’assemblea degli azionisti – e’ il ricordo di Petruccioli – il rappresentante del ministero dell’Economia (all’epoca guidato da Domenico Siniscalco, ndr) disse che l’azionista non intendeva pronunciarsi sul problema dell’incompatibilita’ di Meocci, benche’ conoscesse bene l’argomento. A quel punto, l’assemblea fu sospesa perche’ i componenti del cda della Rai pretendevano garanzie, altrimenti avrebbero fatto un altro nome. Alla ripresa dei lavori, l’azionista ritiro’ quella dichiarazione e affermo’ che l’incompatibilita’ non sussisteva. Dunque, fu rimosso l’ultimo ostacolo e Meocci fu nominato direttore generale dal cda”. (AGI)