TLC: OPERATORI UE CHIEDONO CERTEZZA SU COSTI ACCESSO RETI

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ETNO, AUMENTO PREZZO RAME PUO’ DISINCENTIVARE INVESTIMENTO FIBRA

(ANSA) – BRUXELLES, 16 FEB – La transizione verso la reti in fibra che arriveranno fino alle case è un processo lungo, l’infrastruttura richiede forti investimenti e l’industria europea, che vede per il terzo anno di seguito una contrazione dei ricavi, continua ad investire ma chiede “segnali chiari” da parte della Commissione Ue che sta studiando una Raccomandazione sui costi di accesso alle reti. “Un cambiamento repentino delle regole, in questa fase molto delicata di sviluppo del mercato, avrà  come effetto uno spostamento degli investimenti a settori più profittevoli”, ha detto oggi Luigi Gambardella, presidente dell’Executive Board di ETNO (l’associazione europea degli operatori di telecomunicazioni). “Il prezzo delle reti in rame – ha proseguito – non può essere ridotto artificialmente ma deve riflettere sia il valore delle reti che il valore che ne traggono i consumatori”. Una diminuzione dei costi delle reti tradizionali di telecomunicazioni avrebbe effetti devastanti, secondo l’industria delle tlc, rallentando significativamente la transizione verso le reti in fibra, visti i disincentivi che ciò provocherebbe sui piani d’investimento in tecnologie alternative. In altre parole, continua Gambardella “bassi costi di accesso alle reti in rame disincentivano di certo la propensione ad investire in fibra, e mettono a rischio ugualmente il business degli operatori via cavo e di quelli che investono in larga banda su piattaforme mobili come LTE”. Ma la preoccupazione degli operatori europei non si limita ai costi della rete in rame. Anche i criteri che regolano il prezzo delle reti in fibra devono essere pensati in modo da spingere l’industria ad investire. “Gli investitori aspettano il segnale di un cambiamento verso criteri regolamentari che permettano un ritorno certo sui capitali investiti per lo sviluppo della fibra”, ha detto Gambardella.(ANSA).