Rai/ Giornalista precaria: né incinte né ammalarsi

Altrimenti addio collaborazione, secondo ‘Errori di stampa’
Roma, 21 feb. (TMNews) – Per lavorare in Rai, secondo il coordinamento precari Errori di stampa, conviene non restare incinte e “conviene anche non ammalarsi, non avere infortuni o restare a casa per cause di forza maggiore. Altrimenti addio collaborazione”. A parlare così, in un’intervista al Corriere della Sera, è Valeria Calicchio, 36 anni, giornalista free lance, del coordinamento ‘Errori di stampa’ che ha denunciato l`esistenza della clausola dello scandalo, che l`azienda sostiene di non avere mai applicata. “E – replica la giornalista – se ne assume la responsabilità . Comunque lo scopo del nostro dossier non era mettere la tv pubblica con le spalle al muro. Ma una battaglia culturale contro la deregolamentazione selvaggia su certi tipi di contratto”.
Non è chiaro se la clausola in questione sia sempre presente. La Calicchio ammette: “Non possiamo dirlo con esattezza. Ma sappiamo di collaboratrici esterne che la firmano da anni”. E, sempre secondo la free lance precaria, viene fuori soltanto adesso “perché il lavoratore precario ha paura che, parlando, non verrà  più richiamato. Perciò si preferisce tacere”.
Sappiamo per certo che è utilizzata almeno dal 2006″. Non risulta che qualche lavoratrice sia mai stata mandata via perché aspettava un figlio, “però – dice la Calicchio – non vuol dire.
C`è chi, guarda caso, dopo che è diventata madre non e stata più richiamata”.

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