SANREMO: ANSIOGENO PER IL 74% DEI TELESPETTATORI

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(AGI) – Roma, 21 feb. – Troppe polemiche, troppi maschi, troppa aggressivita’. La televisione e’ diventata eccessivamente ansiogena, come dimostra il fatto che la 62esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, pur totalizzando audience e share stellari (rispettivamente 13 milioni e il 57% per la serata finale), ha comunque lasciato dietro di se’ strascichi di polemiche e insoddisfazioni, al punto da generare un diffuso stato d’ansia nei telespettatori. Secondo un’indagine dell’agenzia formativa Polo Psicodinamiche di Prato, condotta su un campione di 520 italiani, uomini e donne, tra i 18 e i 65 anni, una tv troppo ansiogena, di cui l’ultimo Sanremo e’ stato un lampante esempio, viene infatti bocciata dal 74% degli intervistati, mentre solo uno sparuto 11% gradisce i toni concitati.
Ma cosa, in particolare, ha angustiato i “tele-sanremofili”? Innanzitutto un’eccessiva presenza maschile nella conduzione (32%), l’esasperata ricerca della polemica fine a se’ stessa (28%), la mancanza di garbo nell’approccio con gli ospiti e il pubblico (14%), il turpiloquio e l’eccessivo utilizzo di parolacce anche quando non necessarie (7%), un pessimo italiano e inflessioni dialettali troppo marcate (4%). Una serie di aspetti, insomma, che hanno influito negativamente sulla psiche degli appassionati: pessimismo (33%), incupimento (24%) e rassegnazione (20%) i sentimenti piu’ diffusi suscitati dalla visione del Festival nella platea televisiva.”Il Festival di Sanremo di quest’anno – dichiara il professor Ezio Benelli, direttore del Polo Psicodinamiche di Prato – e’ stato indubbiamente caratterizzato da una predominante presenza maschile, anche abbastanza aggressiva e un po’ abusante. Non ho potuto fare a meno di notare anche la mancanza dei fiori sul palco, che una volta conferivano un tocco gradevole di gentilezza. Per il futuro, anche alla luce dei risultati dell’indagine condotta, e’ assolutamente da auspicare a Sanremo una presenza femminile piu’ marcata: possibilmente non donne-oggetto, ma talentuose e meritevoli di stare sul palco”. (AGI)