RAI: CANONE PER PC, CODACONS CHIEDE A MINISTERO CIRCOLARE

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(AGI) – Roma, 22 feb. – Il Codacons – in una nota – accoglie con favore la decisione della Rai di far pagare il canone speciale non a chi semplicemente possiede il computer (come avviene per la tv) ma solo a chi lo utilizza come se fosse una tv per il digital signage, ossia come una forma pubblicitaria fatta con una cartellonistica digitale.
Tuttavia l’associazione dei consumatori ritiene che “non basti. E’ evidente, infatti, che l’interpretazione della norma da parte della Rai, pur se condivisibile, non ha lo stesso valore di una interpretazione da parte dell’Agenzia delle entrate o del ministero delle Comunicazioni, ora Sviluppo economico, o del ministero dell’Economia. Se, infatti, ad una impresa dovesse poi arrivare una cartella esattoriale per il mancato pagamento di questo canone, un comunicato giornalistico della Rai difficilmente garantirebbe il consumatore dal pagamento di eventuali sanzioni”. Per questo il Codacons chiede un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo economico e la Rai per affrontare il tema di una circolare esplicativa, in attesa che il Parlamento modifichi quell’atto od adattabile del R.d.l. n. 246 del 21/02/1938 che, interpretato malamente e pedissequamente, potrebbe avere risvolti devastanti. Inoltre, si apre ora il capitolo dei rimborsi per quei contribuenti ligi al dovere che hanno già  pagato il canone a fronte della lettera ricevuta dalla Rai. Questa mattina i centralini delle sedi regionali preposti a dare informazioni erano praticamente irraggiungibili, a cominciare dalle sedi di Milano e di Roma, letteralmente in tilt. Si tratta, quindi, di predisporre moduli da mettere on line, che favoriscano la richiesta di annullamento dell’abbonamento Rai e del rimborso per quanto indebitamente versato. La richiesta, attualmente, va inoltrata alla sede regionale indicata in calce alla lettera ricevuta dalle aziende, facendo riferimento al protocollo citato all’inizio e allegando l’originale del versamento, previa fotocopia dello stesso. Non esiste, però, un modello predefinito, a differenza, ad esempio, di quello predisposto dall’Agenzia delle entrate ai sensi dell’art. 1, comma 132 della legge n. 244/2007, ossia per chi ha più di 75 anni ed è al di sotto di una certa soglia di reddito. (AGI)