MORTO A PALERMO ENZO SELLERIO, FOTOGRAFO E EDITORE

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(AGI) – Palermo, 22 feb. – E’ morto oggi a Palermo il fotografo ed editore Enzo Sellerio. Aveva 88 anni ed e’ stato stroncato da una crisi cardiaca. Aveva fondato la casa editrice che porta il suo nome nel 1969 assieme alla moglie Elvira Giorgianni, dalla quale si era poi separato e che aveva portato avanti l’attivita’ fino alla sua scomparsa, il 3 agosto del 2010. Enzo Sellerio prima che editore e’ stato un fotografo di rilievo, che fin dal 1952 ha ritratto la Sicilia e i siciliani. La sua ultima mostra risale al 2007. Per Enzo Sellerio fotografia e scrittura erano due linguaggi che si inseguivano e si integravano. “Penso che un fotografo che sia realmente tale – disse una volta – non puo’ essere che uno scrittore che si esprime per immagini”. Cosi’, considero’ una missione raccontare in modo documentato e oltre le apparenze la realta’ che attraversava. Entra nel mondo della fotografia a 36 anni. Poi si trasferisce in America. Pochi anni e il ritorno, pronto a testimoniare la verita’ della Sicilia del dopoguerra, a immortalare le crude periferie di Palermo – di cui diceva “e’ una citta’ senza scheletro, come faccia a camminare non lo so e in questo senso e’ un luogo miracolato” – a denunciare i mali provocati dai nemici della bellezza. Come l’antico quartiere della Kalsa, narrato attraverso le immagini di ragazzini che fingono di essere un plotone di esecuzione che fucila un coetaneo. Fu affascinato dall’indomita passione di Danilo Dolci, pacifista indignato che sognava soluzioni possibili per rimettere in piedi la Sicilia. Quell’Isola di cui Sellerio coglieva anche l’irruenza e la forza che proveniva persino dalla natura e dai paesaggi. Ecco, allora, gli angoli meno scontati della provincia palermitana o quegli squarci all’ombra dell’Etna. La percezione immediata era solo il primo stadio della sua ricerca. La fotografia di Sellerio, scrisse di lui Vincenzo Consolo, scrittore recentemente scomparso, “come ogni vera arte non e’ naturalistica, ma e’ allusiva e metaforica”. E dire che Enzo Sellerio sembrava essere destinato altrove. Figlio di un ordinario di Fisica e tecnica, dopo essersi lureato in giurisprudenza nel 1944, diventa assistente di Diritto pubblico alla facolta’ di Economia e commercio di Palermo tre anni dopo. Ma scopre la fotografia e incoraggiato dal suo amico incisore e pittore Bruno Caruso, partecipa nel 1952 a un concorso fotografico regionale: vince il primo premio di 50 mila lire e nello stesso anno le sue foto vengono pubblicate sul quadrimestrale Sicilia. Nel 1955 il primo reportage “Borgo di Dio”, considerato uno dei capolavori della fotografia neorealista in Italia che da’ un volto all’esperienza di Danilo Dolci. Poi una serie di personali che lo affermano a livello nazionale e internazionale. Nel 1969, ispirato da un fitto dialogo con Leonardo Sciascia e Antonio Buttitta, fonda insieme alla moglie la Sellerio Editore, casa editrice che nel 1983 si e’ divisa in due, con Enzo sellerio che si occupava soprattutto di cataloghi e libri d’arte e fotografici. L’altra ‘anima’ della casa editrice diede spazio anche agli scrittori moderni e contemporanei, come Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Andrea Camilleri. La sua ultima mostra risale al 2007, e il suo titolo sembra quasi una promessa di immortalita’ – “Fermo Immagine” – come lo e’, in fondo, l’arte vera. (AGI)