Fiera Milano si fa Media

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Controllata da Fiera Milano spa, il maggior gruppo fieristico italiano, uno dei maggiori a livello mondiale, Fiera Milano Media è nata nell’autunno del 2011 a seguito della fusione di tre consociate: Fiera Milano Editore, specializzata nell’editoria business to business; Business International, con un’attività  centrata sugli eventi e la formazione; Expopage, dedicata all’editoria e ai servizi on line. “Abbiamo voluto mettere insieme tre competenze diverse – quella editoriale, la formazione e il web – per formare un sistema di comunicazione integrato”, spiega Antonio Greco, 44 anni, milanese, da novembre amministratore delegato di Fiera Milano Media, dopo quattro anni da amministratore delegato di Sole 24 Ore Business Media. “Mentre altri editori per raggiungere questo obiettivo sono in qualche modo costretti a generare o ad acquisire altre realtà , scontrandosi con competenze, modi di agire e culture differenti, Fiera Milano le aveva già  al suo interno, dove si sono sviluppate autonomamente. Ora, tutti i diversi business sono resi sinergici, partendo da una base un po’ più solida”.
“Non è un caso che l’operazione sia stata realizzata da Fiera Milano”, sottolinea Greco “Tra l’editoria b2b e le fiere ci sono molti punti in comune, come il modello di business. Infatti, rilasciano gratuitamente contenuti e vivono dei ricavi che vengono dagli espositori, nel caso delle fiere, e dagli inserzionisti, nel caso degli editori. Anche i visitatori delle fiere coincidono con i lettori delle riviste b2b, i cui inserzionisti sono spesso gli stessi espositori. La Fiera, oggi, sta evolvendo in tante direzioni, una delle quali è la fornitura di servizi ad alto valore aggiunto. Le fiere sono diventate dei centri di expertise: un visitatore professionale oggi si aspetta un nutrito programma di convegni, di informazioni che l’aiutino a vendere i suoi prodotti o a esportarli, che forniscano il quadro di come il mercato sta evolvendo. E vuole sapere quali sono le categorie interessate alle sue attività “.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 425 – febbraio 2012