MONTI-GATES, PACE FATTA A 8 ANNI DA SCONTRO MICROSOFT

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MAGNATE-FILANTROPO A ROMA ESCLUDE CANDIDATURA A BANCA MONDIALE

(di Michele Esposito) (ANSA) – ROMA, 23 FEB – Una stretta di mano, un colloquio lungo un’ora, uno scambio di vedute sulla lotta alla fame nel mondo. E, pare, neanche una battuta sulla stangata che otto anni fa l’allora commissario Ue alla Concorrenza Mario Monti inflisse a Microsoft per abuso di posizione dominante. Oggi il ‘professore’ e Bill Gates hanno siglato una simbolica pace, a Palazzo Chigi, nel segno della cooperazione per la sicurezza alimentare planetaria. Rispetto al 2004 – anno della multa da 497,2 milioni di euro che Bruxelles inflisse al colosso di Redmond – i ruoli sono certo cambiati. Monti, che allora il Wall Street Journal definì con un pizzico di sarcasmo lo ‘zar antitrust’ è l’attuale premier italiano. Gates ha lasciato la guida di Microsoft convertendosi nel filantropo più ricco del mondo, co-presidente della Bill&Melinda Foundation. E i due, hanno discusso proprio di lotta alla povertà  con Monti che, secondo fonti di Palazzo Chigi, avrebbe promesso al suo interlocutore un maggior apporto finanziario alla cooperazione da parte dell’Italia, una volta raggiunto il pareggio di bilancio. Durante il colloquio il premier ha lodato il lavoro della fondazione di Gates ma, assicurano le stesse fonti, i due non avrebbero fatto alcun cenno alla celebre multa. Eppure, lo scontro tra Ue e Microsoft si protrasse per anni e la multa, sebbene non mandò certo in rovina Microsoft – coprendo solo l’ l’1,6% del suo fatturato – fu a quel tempo la più alta mai inflitta da Bruxelles ad un’azienda privata e, come sottolineò lo stesso Monti, risultò decisiva per stabilire le condizioni per una concorrenza leale sul mercato. Quattro anni dopo, Bruxelles condannò inoltre il gruppo ad una nuova sanzione da 899 milioni, per non aver adempiuto alle sue richieste. Oggi quello scontro tra il gigante dell’high-tech e l’inflessibile commissario Ue è sembrato però solo un ricordo. La lotta alla fame e l’applicazione della “rivoluzione digitale” allo sviluppo rurale nelle aree di crisi sono stati i fili che hanno riannodato le tappe di Gates a Roma. Che, intervenendo al 35/o Consiglio dei Governatori dell’Ifad (Fondo Internazionale dello Sviluppo Agricolo) ha affermato come “l’agricolturà  e la produttività  sostenibile dei piccoli proprietari siano il miglior strumento contro la fame e la povertà “, annunciando una nuova donazione da 200 milioni di dollari per lo sviluppo rurale e invitando la comunità  internazionale a un apporto meno “datato e inefficace” e più coordinato e trasparente per la sicurezza alimentare. Al termine del suo discorso ha poi escluso una sua candidatura alla presidenza della Banca Mondiale come successore di Zoellick. “Sono totalmente impegnato alla fondazione, non sarei disponibile”, ha tagliato corto Gates, che non si è mai voluto concedere né ai cronisti, né ai fotografi italiani, blindato da uno stuolo di bodyguard. E strettamente privato è stato anche il suo rendez-vous con Monti. Dai mesi dello scontro, non era la prima volta che i due si vedevano ma forse, la stretta di mano romana ha siglato una simbolica pace tra i due ex sfidanti.(ANSA)