RAI:AZIENDA IMPUGNA SENTENZA PRO FIAT CONTRO ANNOZERO

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FORMIGLI, SENTENZA DEVASTANTE, SOMMA DAVVERO INGIUSTA

(ANSA) – ROMA, 21 FEB – La Rai impugnerà  la sentenza con cui il tribunale civile di Torino ha condannato la tv pubblica, insieme al giornalista Corrado Formigli, a risarcire con 5 milioni di euro Fiat Group Automobiles (1,750 milioni per il danno patrimoniale, 3,250 per quello non patrimoniale, cui vanno aggiunti 2 milioni per la pubblicazione della decisione sulla stampa) per il servizio sull’Alfa Mito trasmesso il 2 dicembre 2010 da Annozero. Lo annuncia l’azienda, spiegando che “ogni commento sarà  articolato nell’atto di impugnazione in corso di predisposizione”. Si fa sentire anche Formigli, che parla di “sentenza devastante” e di un ingiusto ammontare della pena: “come è pensabile – si chiede il giornalista, nel frattempo passato a La7 dove conduce Piazzapulita – che un giornalista possa essere gravato da una somma del genere?”. “Mi preoccupano anche le ripercussioni che questa sentenza può avere su chi fa questo mestiere”, sottolinea Formigli, convinto di aver realizzato “un servizio di 50 secondi con un linguaggio assolutamente civile e rispettoso”. Formigli ricorda di essere “stato condannato in solido con Rai a pagare 5 milioni e 250 mila euro di danni morali, non patrimoniali. Per dare un metro a questa condanna, al tribunale di Milano quantificano il danno massimo risarcibile al padre per la morte del figlio in 308.700 euro. Insomma pare proprio che in questo Paese non si possa parlare di un’auto”. Il giornalista è “fiducioso sul fatto che la Corte d’appello ci darà  ragione su tutta la linea: la Rai mi ha difeso e andiamo avanti insieme. Chiederemo anche la sospensiva dell’esecutività  della sentenza. L’ipotesi di pagare per il momento non l’ho neanche presa in considerazione”. Formigli non ha ancora sentito Michele Santoro, che conduceva Annozero e che è stato assolto, ma assicura: “Ci sentiremo presto”. Con il giornalista si schiera la Fnsi, paventando il rischio che la sentenza si traduca in “un altro grave bavaglio all’informazione”. Anche per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, “una simile condanna, per il merito ed il metodo, può rappresentare un pericoloso precedente”. Sulla stessa linea Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom, stigmatizzando il “brutto segnale per la libertà  di informazione di cui bisognerà  chiedere spiegazioni”. (ANSA).