USA 2012: ‘OCCUPY OBAMA’ VIA INTERNET DALLA CINA

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INNONDATO DI COMMENTI IN CINESE ACCOUNT GOOGLE+ DEL PRESIDENTE
(ANSA) – NEW YORK, 26 FEB – Dalla Cina sembra emergere un movimento “Occupy Obama”: questa è almeno la definizione più diffusa per descrivere le centinaia e centinaia di commenti in cinese che da alcuni giorni stanno inondando l’account su Google+ attivato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama nell’ambito della campagna per la sua rielezione alla Casa Bianca, il prossimo 6 novembre. Si tratta di commenti di ogni genere. Alcuni sono solo battutte di spirito, ma altri sono esplicitamente di carattere politico contro il governo cinese, come la richiesta di porre fine al regime comunista, con inviti diretti al presidente Usa del genere: “Vieni qui, a liberare la Cina”. O altri ancora che invece gli chiedono di favorire la liberazione dell’ attivista per i diritti civili Chen Guancheng, agli arresti domiciliari. “Signor presidente, vogliamo la libertà  americana”, scrive ad esempio un internauta che si firma Zhang Mian, come riferisce il Washington Post. Altri ancora sono invece esplicite richieste di aiuto pratico, come ad esempio di una ‘green card’ per emigrare negli Usa, accompagnate da commenti tipo: “Non siamo barbari, siamo solo oppressi”. Pur non potendolo confermare al cento per cento, diversi analisti ritengono che si tratta di commenti provenienti dalla Cina, resi possibile dopo che dallo scorso 20 febbraio in molte parti della Repubblica Popolare si è riusciti ad accedere al sito di Google+, che invece alla sua nascita lo scorso anno era reso inaccessibile in tutta la Cina dallo sbarramento internet noto come Great Firewall (gioco di parole tra Grande Muraglia – Great Wall in inglese – e i Firewall, sistemi di protezione dei network internet). Non sorprende più di tanto neanche il fatto che i commenti abbiano uno stile ‘Occupy’, considerato che anche nella Repubblica Popolare Cinese il movimento Occupy Wall Street ha avuto una grande risonanza, al punto da avere una evidente eco eco anche nelle comuni campagne online cinesi. E neanche lo stile di garbato imbarazzo, di esplicite scuse, é sorprendente. Come quello usato nel suo commento in inglese da qualcuno che si firma Wenbin Shang da Shanghai: “Non abbiamo la possibilità  di occupare il nostro presidente Hu (Jintao). Lui odia internet e non ha alcun account. Pertanto, possiamo occupare solo Obama, e chiediamo scusa”. (ANSA).