RAZZISMO: IN AUMENTO IN ITALIA, SPECIE SU MASS MEDIA E LAVORO

(AGI) – Roma, 8 mar. – Cresce il razzismo in Italia. Nel 2011 i contatti con l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, sono stati oltre 20mila rispetto agli 11mila dell’anno precedente. A lievitare e’ stato anche il numero delle istruttorie relative agli eventi di discriminazione: dalle 766 del 2010 si e’ passati alle 1.000 del 2011. Mentre le istruttorie pertinenti sono state 799, il 47% in piu’. Sono solo alcuni dei dati contenuti nella “Relazione al Parlamento sull’effettiva applicazione del principio di parita’ di trattamento e sull’efficacia dei meccanismi di tutela rispetto ai fenomeni di xenofobia e di discriminazione in Italia” curata dal dipartimento delle Pari opportunita’ della presidenza del Consiglio. Per il secondo anno consecutivo, sono i mass-media l’ambito piu’ frequente di discriminazione, con l’anonimato garantito dalla rete web che ne amplifica la risonanza: i “casi pertinenti” rappresentano il 22,6% del totale, in aumento rispetto all’anno precedente; seguono l’ambito del lavoro, con il 19,6% delle denunce (in forte ascesa rispetto all’11,3% dl 2010) e quello della vita pubblica (16,7%) mentre sono in flessione (10,9%) i casi relativi all’erogazione di servizi da parte di enti pubblici. Da registrare anche un lieve calo (dall’8,9% del 2010 al 6,3% del 2011) delle discriminazioni segnalate rispetto alla casa. A prescindere da ambiti e contesti, segnala la Relazione, nel 2011 sono cresciute le denunce per discriminazione diretta (61,2%); se a queste si sommano anche le discriminazioni dirette con molestie (18,3) si arriva a quasi l’80%. Le forme indirette e le molestie assieme non raggiungono il 10%. Considerando infine i dati a livello di suddivisione geografica, nel 2011 un caso di discriminazione su cinque e’ avvenuto in Lombardia (21%), dato stabile rispetto ai due anni precedenti. Un altro quinto proviene dal Lazio (19%), confermando anche per quest’anno il calo iniziato nel 2010. Veneto, Emilia Romagna e Toscana sono le regioni, per cosi’ dire di seconda fascia, rispettivamente con il 12,2%, il 10,4% e il 10,8% delle segnalazioni pertinenti. Sono i grandi poli urbani (le province di Milano e Roma soprattutto) a veicolare il maggior numero di istruttorie pertinenti. Complessivamente il centro Italia raccoglie il 32,3% della segnalazioni pertinenti, il nord-ovest il 27,5%, il nord-est il 25,9%, sud e isole il 14,3%. (AGI)

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