INFORMATICA:COMPUTER PIU’INTELLIGENTI SE PENSANO COME BIMBI

(ANSA) – ROMA, 19 MAR – Per insegnare ai computer ad essere più intelligenti non servono i cervelloni plurilaureati dei programmatori ma quelli più piccoli, ma molto più efficaci, dei bambini. La tesi è dei ricercatori dell’università  californiana di Berkeley, che stanno per dare il via a un vero e proprio laboratorio interdisciplinare per ‘imbottigliare’ la capacità  di apprendimento infantile e trasferirla nei pc. “I bambini sono la più grande macchina per l’apprendimento dell’universo – spiega Allison Gopnick, a capo del progetto – immaginate se i computer potessero imparare con la stessa velocità “. L’obiettivo degli esperimenti che verranno condotti è capire quali sono gli step cognitivi che i bambini tra 2 e 5 anni applicano alla risoluzione dei problemi, trasformandoli in algoritmi che insegnino alle macchine ad operare allo stesso modo. Un esempio è un test già  condotto, in cui a un bambino erano mostrati due contenitori con diverse quantità  di lecca-lecca rosa e neri. Una volta coperti i contenitori i soggetti, di circa 2 anni, erano in grado di capire da quale dei due era più probabile estrarre un lecca-lecca rosa: “I bambini piccoli sono in grado di risolvere problemi che sono ancora insormontabili per le intelligenze artificiali, come imparare una lingua o scoprire relazioni causali – spiega Tom Griffiths, un altro dei ricercatori coinvolti – noi speriamo di rendere i computer più intelligenti facendoli diventare più simili ai bimbi”. (ANSA).

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